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14 aprile 1991

Ogni suicidio è un omicidio dell’indifferenza Una corda nell’aria che pende
Dondola come la culla di un bimbo
Che non vuole dormire
Chiede qualcosa per potersi fermare…
Il sonno. Lieve e dolce è il sonno del bimbo,
la culla si ferma non dondola più.
Meschino ed eterno è il sonno dell’uomo.
Lei ha chiesto
Lui ha dato il suo collo
E la corda non dondola più. …E la mamma l’aveva cullato
e dormiente l’aveva protetto
e per paura che potesse aver freddo,
al petto se l’era stretto. E al petto di nuovo lo stringe
Come un Cristo calato giù da quel tetto.
E l’abbraccia per farlo svegliare al suo affetto.
E lo chiama per potergli parlare.
E lo guarda… …… Continua a leggere »
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Sul buon giornalismo

Pietro Fattori è della classe 1980. Ciò significa che ha 31 anni. Un ragazzo, insomma. E infatti ha il viso di un bambino, ma lo sguardo di un vecchio saggio. Ha la bellezza e la fisicità di un kouros, ma la forza di un uomo impavido. Ha la semplicità di un ragazzo di provincia, ma la sicurezza di un maturo professionista. Ha la compostezza di un colletto bianco, ma serra le braccia come un ammutinato. Ha l’accento siciliano, ma la lingua di un rivoluzionario. E non aspetta che passi la piena rimanendo piegato come un giunco, ma come una quercia rimane in piedi nonostante i colpi di accetta sferrati. Questo è il giornalista Pietro Fattori, caporedattore del quotidiano online… Continua a leggere »
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Un disonesto non è nulla

Il nulla non esiste se non come forma dell’essere. Questo ho imparato dalla filosofia. Però ancora non esisteva il web, quando Parmenide aveva fondato l’ontologia. Adesso invece che c’è il web è comparso anche il nulla. Come ogni strumento infatti la Rete non è né buona né cattiva ma è l’uso che se ne fa a essere giudicabile. Mai avrei pensato, sinceramente, che fosse in grado di creare il nulla! Su che cosa e su chi agisce il nulla? Per logica non può agire sugli enti. L’avete mai sentito uno che sta male perché non ha nulla? O uno che fa l’evasore di nulla? C’è soltanto un tipo di nulla che dà fastidio alle orecchie. Se chiedete al vostro compagno/a,… Continua a leggere »
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Parassiti

Non guardare la televisione a volte ha i suoi difetti, lo ammetto. Proprio ieri ho scoperto che il governo precedente –quello non di Tecnici- aveva operato per la salvezza dell’Italia e non me ne ero accorta. E invece guardando su youtube, dopo averlo appreso attraverso amici, mi sono accorta che Tremonti ci aveva messo in guardia dai lestofanti. Mi si è accapponata la pelle quando ho visto la pubblicità progresso sugli evasori fiscali. Un pidocchio iniziale, poi altre tipologie di parassiti e per finire la faccia di un uomo che si è prestato per dare un volto paradigmatico all’evasore parassita della società. Ho visto che questo governo –quello dei Tecnici- ha consentito un’altra pubblicità simile, in linea con quella precedente… Continua a leggere »
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Madri clandestine

Una donna. Sola. Sul palco. Ha parlato ininterrottamente per quasi un’ora. Ha raccontato di sé e mentre lo faceva diveniva un’altra donna e poi un’altra ancora. E ancora. Ancora. Ogni frase un lampo che assieme alle altre apriva alla tempesta che investe certe vite, chiedendo di rinascere di nuovo. Emilia Marasco, autrice del testo, le ha portate alla luce; Carla Peirolero -che ha recitato l’intenso monologo nella parte di Nunzia- ha narrato la loro esistenza, l’ha incarnata. Tutte donne nate una seconda volta. Scaraventate su un palcoscenico sconosciuto e costrette a ritrovare la loro parte. Da sole. Perché si nasce da soli la seconda volta. Nunzia è un’infermiera “zitella” che fa volontariato in un centro di prima accoglienza a Lampedusa.… Continua a leggere »
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Fenomenologia del cretino

Il cretino è un soggetto particolare, la cui principale caratteristica è di non sapere di esserlo. Che non è poco. Infatti, lo diverte esser se stesso al punto da provare una soddisfazione orgasmica per le sue perfomance, di un tale livello di deficienza da attivare spesso la pietà in chi lo osserva. Fin tanto che agisce intervenendo sulla propria esistenza il pietismo rimane, dunque, una possibilità. Quando invece comincia a credere che la sua cretineria potrebbe riscontrare la simpatia o peggio l’approvazione altrui, fa il salto mortale –che crede di qualità- e infetta il mondo con il suo vuoto mentale.
E che si tratti di una pericolosa malattia infettiva -che senza tema di smentita potremmo paragonare alla peste bubbonica-… Continua a leggere »
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E pensare che c’era il pensiero

Il testo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, riproposto in questo spettacolo da Maddalena Crippa, risale al 1994 ed è senza dubbio profetico. È il ritorno del teatro-canzone, di cui Gaber e Luporini sono stati artefici iniziali,  che coinvolge perché lascia spazio allo spettatore per costruirsi il suo discorso interiore, per meditare sul messaggio che intende far proprio, per parlarsi e riconoscersi e riflettere su chi è, su cosa è divenuto e su cosa fa.
Ci affliggiamo per le scelte sbagliate che avremmo potuto evitare, per una vita che avrebbe potuto prendere un’altra direzione e cerchiamo nel nostro passato più prossimo i nostri abbagli. Forse l’errore non è recente, però, forse è antico, magari è un piccolo errore che risale… Continua a leggere »
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Alle ore 17.00 sul numero 18

Il 10 dicembre 2010, alle cinque del pomeriggio, il 18 era stracolmo. La gente si spingeva infastidita dal contatto, come al solito. Qualcuno si lamentava, qualcun altro si faceva spazio guadagnando pochissimi centimetri, altri ancora inespressivi aspettavano soltanto la loro fermata. Tutti uguali: stanchi, affranti da quel tragitto soffocante che faceva ancora più dolce il rientro tra le mura domestiche. Esattamente come indossare un paio di scarpe strettissime rende piacevole il momento in cui si toglieranno e sopportabile l’attesa. Allentare i lacci corrispondeva alla vana gioia di veder scendere qualche persona anziché vederne ancora entrare. Dal finestrino, tra una testa e l’altra, avevo notato dei ragazzi con il volto colorato che si muovevano in gruppo in cerca del mezzo su… Continua a leggere »
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