Archivi tag: politica

Senza scampo

Come appare Agrigento da lontano? Ve lo siete mai domandati? Impressiona la sua bellezza paesaggistica ed è impossibile rintracciarne gli odori persino nella splendida Liguria. Impressiona altresì quello che si vede in televisione o sul web: il degrado di certe zone, la malapolitica, i tanti che accolgono con esultanza e gaudio chi nel passato li ha traditi o sbeffeggiati o imbrogliati facendo passare per dono ciò che era un diritto, l’ignoranza sia culturale sia etica di certi commenti, l’assenza di un bene primario essenziale quale l’acqua e l’inazione della popolazione.
Questo passa, non ve la prendete con me. Prendetevela piuttosto con una buona parte dei vostri concittadini che si adoperano per mantenere alto questo livello di lerciume e che riescono… Continua a leggere »
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Attenzione!

Avevo un amico che diceva di lavorare in banca, faceva infatti le pulizie. Lui –che sprovveduto non era- sosteneva l’importanza massima della questione del linguaggio. D’altronde, diceva, non è forse vero che il bancario ha più riconoscimento sociale di uno che fa le pulizie? E’ inutile nasconderci dietro un dito: la maschera ha le sue ricadute. Ricorderete sicuramente la riforma Gelmini. Il pdl si vantava di star facendo una vera “riforma”. Il termine non apriva la strada al sospetto ma anzi spazzava ogni dubbio sulla natura progressista dell’atto. In realtà la riforma nel tempo si rivelò conservatrice e reazionaria, a cominciare dal “concorso” universitario e dall’eliminazione –c’è da ridere!- dei “baroni”, a cui invece si aggiunsero i super-baroni. Poi ci… Continua a leggere »
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Paura

La vera causa dell’azzeramento della coscienza critica è l’appartenenza: sentirsi un membro di un organismo superiore, riconoscersi in esso al di là delle sue azioni concrete e reali, difenderlo a qualunque costo, ritenere che sia depositario della Verità e della Ragione. Questo sta alla base di ogni dittatura, questo permette di premere il grilletto, questo porta dalla semplice accusa al genocidio, dal presentarsi come sinistra al fare politiche di estrema destra. Individuare un nemico, puntare su di lui l’odio e la frustrazione dei propri appartenenti, distrarre dalle proprie politiche interne, azzerare la coscienza critica, giustificare ogni azione per un fine più grande, assumere una stampa infingarda che legge gli avvenimenti con l’unico scopo di impedire un’interpretazione personale degli eventi. Tu,… Continua a leggere »
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Diaz. Non lavate questo sangue

Carlo Giuliani è stato già ucciso. È il 21 luglio del 2001. Siamo a Genova, nel quartiere più elegante della città, Albaro. La scuola “Armando Diaz” è stata scelta come centro di coordinamento del Genoa Social Forum, che raggruppa tutti i movimenti con i quali condivide valori anticapitalistici. È in corso il noto summit tra i grandi del pianeta: il G8. Le contestazioni violente e vandaliche dei black bloc sono comparse sin dall’inizio. Ma era prevedibile. Genova non è un territorio urbanisticamente facile da difendere o tenere sotto controllo. Anche questo lo si sapeva. L’assassinio di Carlo Giuliani ne è una triste dimostrazione. Migliaia sono i manifestanti pacifici presenti che bisogna difendere e proteggere dalle violenze degli estremisti. Il… Continua a leggere »
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Presentazione Contro il Sessantotto

Venerdì, 30 marzo 2012, presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Catania, verrà presentato il testo di Alberto Giovanni Biuso, Contro il Sessantotto, edito da Villaggio Maori nella collana “I saggi del Villaggio”.
La prima edizione di Contro il Sessantotto (1998) è andata esaurita presso l’editore Guida. Questa seconda edizione presenta una Prefazione di Eugenio Mazzarella, delle modifiche nel testo e un nuovo capitolo dal titolo «Desiderio del Sessantotto. Un’ambigua autocritica». Spero che sarete in tanti, ne vale la pena. Di seguito la locandina.  
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Sul buon giornalismo

Pietro Fattori è della classe 1980. Ciò significa che ha 31 anni. Un ragazzo, insomma. E infatti ha il viso di un bambino, ma lo sguardo di un vecchio saggio. Ha la bellezza e la fisicità di un kouros, ma la forza di un uomo impavido. Ha la semplicità di un ragazzo di provincia, ma la sicurezza di un maturo professionista. Ha la compostezza di un colletto bianco, ma serra le braccia come un ammutinato. Ha l’accento siciliano, ma la lingua di un rivoluzionario. E non aspetta che passi la piena rimanendo piegato come un giunco, ma come una quercia rimane in piedi nonostante i colpi di accetta sferrati. Questo è il giornalista Pietro Fattori, caporedattore del quotidiano online… Continua a leggere »
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Non credo ma soprattutto credo

Qualche tempo fa ero un’agrigentina. Ora sono senza terra. La terra. Ce l’ho sotto i piedi. Non è la mia, però.
Sono andata via per vivere e per far vivere i miei figli in un modo migliore. Eppure sono orgogliosa della mia sicilianità, della storia che filogeneticamente io stessa incarno. Sono fiera dei miei templi e dei miei dèi. Sono piena di rispetto per i miei avi. Sono onorata di essere concittadina di Pirandello. Sono rispettosa delle mie tradizioni. Non basta però per accettare il resto. I grandi del passato ci hanno reso eredi di un regno che noi abbiamo ridotto a uno spazio disincarnato.
Bisogna leggere la storia per capire. Studiare. Conoscere. Non basta parlare, bisogna comprendere fino in… Continua a leggere »
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E pensare che c’era il pensiero

Il testo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, riproposto in questo spettacolo da Maddalena Crippa, risale al 1994 ed è senza dubbio profetico. È il ritorno del teatro-canzone, di cui Gaber e Luporini sono stati artefici iniziali,  che coinvolge perché lascia spazio allo spettatore per costruirsi il suo discorso interiore, per meditare sul messaggio che intende far proprio, per parlarsi e riconoscersi e riflettere su chi è, su cosa è divenuto e su cosa fa.
Ci affliggiamo per le scelte sbagliate che avremmo potuto evitare, per una vita che avrebbe potuto prendere un’altra direzione e cerchiamo nel nostro passato più prossimo i nostri abbagli. Forse l’errore non è recente, però, forse è antico, magari è un piccolo errore che risale… Continua a leggere »
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La bomboniera

Sono di Agrigento, come Pirandello, come Sciascia e Camilleri1 e, per andare a ritroso, come Empedocle, Polo e Filino. Insomma, tutta gente di un certo rispetto, anche se si occupavano di cultura e come dice Tremonti la cultura non si mette in mezzo al panino (infatti lui e i suoi sodali in mezzo al panino ci mettono i sacrifici degli italiani che sono più gustosi, ma questo però è un altro discorso).
Torniamo ad Agrigento. Come sapete, la ridente cittadina è nota, oltre che per gli emozionanti paesaggi naturali, per la Valle dei Templi, per una zona archeologica vasta quanto un paese, per un museo tra i più importanti d’Europa, etc etc etc.
Molti dei miei concittadini sostengono che… Continua a leggere »
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Alle ore 17.00 sul numero 18

Il 10 dicembre 2010, alle cinque del pomeriggio, il 18 era stracolmo. La gente si spingeva infastidita dal contatto, come al solito. Qualcuno si lamentava, qualcun altro si faceva spazio guadagnando pochissimi centimetri, altri ancora inespressivi aspettavano soltanto la loro fermata. Tutti uguali: stanchi, affranti da quel tragitto soffocante che faceva ancora più dolce il rientro tra le mura domestiche. Esattamente come indossare un paio di scarpe strettissime rende piacevole il momento in cui si toglieranno e sopportabile l’attesa. Allentare i lacci corrispondeva alla vana gioia di veder scendere qualche persona anziché vederne ancora entrare. Dal finestrino, tra una testa e l’altra, avevo notato dei ragazzi con il volto colorato che si muovevano in gruppo in cerca del mezzo su… Continua a leggere »
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