Archivi tag: Italia

Attenzione!

Avevo un amico che diceva di lavorare in banca, faceva infatti le pulizie. Lui –che sprovveduto non era- sosteneva l’importanza massima della questione del linguaggio. D’altronde, diceva, non è forse vero che il bancario ha più riconoscimento sociale di uno che fa le pulizie? E’ inutile nasconderci dietro un dito: la maschera ha le sue ricadute. Ricorderete sicuramente la riforma Gelmini. Il pdl si vantava di star facendo una vera “riforma”. Il termine non apriva la strada al sospetto ma anzi spazzava ogni dubbio sulla natura progressista dell’atto. In realtà la riforma nel tempo si rivelò conservatrice e reazionaria, a cominciare dal “concorso” universitario e dall’eliminazione –c’è da ridere!- dei “baroni”, a cui invece si aggiunsero i super-baroni. Poi ci… Continua a leggere »
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L’Italia e gli italiani. Nell’obiettivo dei fotografi Magnum

(Pubblicato su Alcinema.org il 6 giugno 2012) In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, a Palazzo Zevallos di Napoli sono in mostra dal 30 marzo al 25 giugno 2012 nove portfolio d’eccellenza per raccontare lo Stivale, nella sua veracità, nella sua essenza, nella sua evanescenza. I curatori sono Gianfranco Brunelli e Dario Cimorelli. E i nove fotografi provengono tutti dall’agenzia Magnum Photos. Sì, proprio quella di Capa e Bresson. Tra di loro due italiani, Alex Majoli e Paolo Pellegrin, l’uno attuale presidente della Magnum, l’altro membro effettivo dal 2005. E poi nomi già noti o sentiti: Christopher Anderson, Donovan Wylie, Mikhael Subotzky, Bruce Gilden, Harry Gruyaert, Richard Kalvar e Mark Power. Stranieri,… Continua a leggere »
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La strage di Stato: Piazza Fontana, ore 16:37

“Eccola l’Italia del dopoguerra, che calpesta la Costituzione -la migliore d’Europa-, cercando di sovvertire le sue guarentigie. Oggi le stragi non sono più necessarie. Il popolo è narcotizzato, la Costituzione col sangue scritta gronda di ferite aperte”, così lo spettatore avveduto alla fine della visione di Romanzo di una strage, film diretto da Marco Tullio Giordana e scritto dalla storia delle cordate neonaziste italiane colluse con lo stato e con i servizi segreti. Nella struttura narrativa del film prevale il punto di vista del commissario Luigi Calabresi, soprattutto dopo la morte di Giuseppe Pinelli. È un film, non un documentario. Non vuole metter su l’ennesimo processo, vuol narrare una storia, un incubo, un orrore così mortificante per la nostra… Continua a leggere »
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Un disonesto non è nulla

Il nulla non esiste se non come forma dell’essere. Questo ho imparato dalla filosofia. Però ancora non esisteva il web, quando Parmenide aveva fondato l’ontologia. Adesso invece che c’è il web è comparso anche il nulla. Come ogni strumento infatti la Rete non è né buona né cattiva ma è l’uso che se ne fa a essere giudicabile. Mai avrei pensato, sinceramente, che fosse in grado di creare il nulla! Su che cosa e su chi agisce il nulla? Per logica non può agire sugli enti. L’avete mai sentito uno che sta male perché non ha nulla? O uno che fa l’evasore di nulla? C’è soltanto un tipo di nulla che dà fastidio alle orecchie. Se chiedete al vostro compagno/a,… Continua a leggere »
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Parassiti

Non guardare la televisione a volte ha i suoi difetti, lo ammetto. Proprio ieri ho scoperto che il governo precedente –quello non di Tecnici- aveva operato per la salvezza dell’Italia e non me ne ero accorta. E invece guardando su youtube, dopo averlo appreso attraverso amici, mi sono accorta che Tremonti ci aveva messo in guardia dai lestofanti. Mi si è accapponata la pelle quando ho visto la pubblicità progresso sugli evasori fiscali. Un pidocchio iniziale, poi altre tipologie di parassiti e per finire la faccia di un uomo che si è prestato per dare un volto paradigmatico all’evasore parassita della società. Ho visto che questo governo –quello dei Tecnici- ha consentito un’altra pubblicità simile, in linea con quella precedente… Continua a leggere »
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Sugli Sperti o extraterrestri

Gli sperti sono una categoria molto particolare ed è necessario abbandonare il tentativo italianistico di definirli “furbi”, poiché si allontana dalla verità etimologica del termine siciliano che invece ne caratterizza i tratti specifici. Non è una razza a parte, è piuttosto un’etnia dal potere invisibile che fa di noi l’alimento culinario per eccellenza. Insomma, ci cucinano. E come ogni cibo prelibato è sempre meglio il fuoco lento. Per alcuni si tratta di extraterrestri. Non può essere altrimenti, d’altronde. La motivazione addotta è abbastanza verosimile: devono sicuramente conoscere un pianeta dove andare a riparare quando avranno definitivamente distrutto questo. Per di più agiscono dal basso sia temporalmente sia spazialmente. Come parassiti si infiltrano nella vita delle persone normali e piano piano Continua a leggere »
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E pensare che c’era il pensiero

Il testo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, riproposto in questo spettacolo da Maddalena Crippa, risale al 1994 ed è senza dubbio profetico. È il ritorno del teatro-canzone, di cui Gaber e Luporini sono stati artefici iniziali,  che coinvolge perché lascia spazio allo spettatore per costruirsi il suo discorso interiore, per meditare sul messaggio che intende far proprio, per parlarsi e riconoscersi e riflettere su chi è, su cosa è divenuto e su cosa fa.
Ci affliggiamo per le scelte sbagliate che avremmo potuto evitare, per una vita che avrebbe potuto prendere un’altra direzione e cerchiamo nel nostro passato più prossimo i nostri abbagli. Forse l’errore non è recente, però, forse è antico, magari è un piccolo errore che risale… Continua a leggere »
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Alle ore 17.00 sul numero 18

Il 10 dicembre 2010, alle cinque del pomeriggio, il 18 era stracolmo. La gente si spingeva infastidita dal contatto, come al solito. Qualcuno si lamentava, qualcun altro si faceva spazio guadagnando pochissimi centimetri, altri ancora inespressivi aspettavano soltanto la loro fermata. Tutti uguali: stanchi, affranti da quel tragitto soffocante che faceva ancora più dolce il rientro tra le mura domestiche. Esattamente come indossare un paio di scarpe strettissime rende piacevole il momento in cui si toglieranno e sopportabile l’attesa. Allentare i lacci corrispondeva alla vana gioia di veder scendere qualche persona anziché vederne ancora entrare. Dal finestrino, tra una testa e l’altra, avevo notato dei ragazzi con il volto colorato che si muovevano in gruppo in cerca del mezzo su… Continua a leggere »
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