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La domestica iettatrice – Settima e ultima puntata

Il licenziamento fu cosa buona e giusta Nacque mia figlia e a dispetto di quanto vaticinato dalla mia domestica, Sofia era una bellissima bambina nata già grande. Certo, c’è da dire che il parto non fu una passeggiata. Sofia stava rischiando la vita. Non so perché ma anche la mia ostetrica pensava che la bimba fosse piccola e si era convinta che io ero semplicemente grassa da far paura.
Che avesse parlato con la mia domestica?
Durante il travaglio nessuno si rese conto della fatica che faceva la bambina a venir fuori. Soltanto verso la fase finale, l’ostetrica e la ginecologa capirono d’un colpo che: la bambina aveva un doppio giro di cordone intorno al collo e intorno al braccio;… Continua a leggere »
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La domestica iettatrice – Quinta puntata

Gli effetti della mia domestica sul mio cervello affaticato  La situazione con la mia domestica era giunta a un punto di non ritorno. Per evitare l’effetto boomerang delle sue iatture, schivavo qualsiasi altra fonte di maleficio in una sorta di allerta continuo che mi obbligava a vigilare su tutte le situazioni casalinghe che potessero esser fonte di ulteriori possibili sciagure. Il risultato fu quello che dell’intellettuale non rimase alcuna traccia. C’era soltanto la donna gravida, in crisi di identità, che cercava di non far avverare alcuna profezia malefica, perfettamente consapevole che il suo cervello era ormai sotto sforzo continuo poiché doveva processare come false un numero consistente di iatture e c’era il serio pericolo che davvero non la spuntasse. Bisognava… Continua a leggere »
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La domestica iettatrice – Terza puntata

Il lapsus Prima del battesimo di mia figlia Sofia avvenne il terribile delitto di Cogne. La morte di Samuele mi scosse profondamente poiché aveva la stessa età di mio figlio, che proprio in quei giorni compiva tre anni. La domestica aveva persino avuto un moto di indulgenza – forse dettato da un’ombra di compassione per me, giovane partoriente – un giorno che mi aveva trovata in lacrime.
«Che fa, signora? Chianci (piange)? Chianci e spolvera? E chi successi, beddra matri?». Mi lasciai ingannare da quella punta di sensibilità che mi parve di scorgere all’altezza della sua bocca. Una sorta di sensibilità allo stato embrionale che timidamente sembrava far capolino tra i denti mettendo al guinzaglio la lingua. «No, niente, niente…»… Continua a leggere »
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La domestica iettatrice – Sesta puntata

Il funerale e il delirium ridens Altra situazione imbarazzante si presentò il giorno in cui morì il fratello di una mia amica. Non potendo andare al funerale avevo chiesto a una ragazza di mia conoscenza, Rosamaria, di fare da parte mia un’offerta per i fiori che non marciscono.
Due giorni dopo, io e la mia amica Caterina eravamo comodamente sedute in cucina a parlare del più e del meno. La domestica era nei pressi, ma sempre con gli occhi ben all’erta per non lasciarsi sfuggire neanche una parola. Caterina sapeva perfettamente quale mostro circolasse indisturbato in casa mia, pur nondimeno si divertiva in modo incommensurabile a vedermi schivare possibili frasi o mezze parole che avrebbero potuto attirare l’attenzione della megera… Continua a leggere »
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