Archivi tag: Heidegger

Contro il controllo totale

Nella società dello spettacolo in cui viviamo si fa un uso manipolatorio dell’immagine  attraverso armi persuasive di distrazione di massa. Il livello denotativo (quello manifesto, insomma) dell’immagine veicola perlopiù una bellezza contraffatta che è quella che balza agli occhi e ci distrae. Ma è il livello connotativo (il messaggio nascosto e veicolato) dell’immagine il vero scandalo nascosto: i canali di produzione – siano essi politici o aziendali – intridono l’immagine di significati vantaggiosi per i loro scopi, profittando della distrazione generata dal livello denotativo, per renderci passivi osservatori della realtà. Ci lasciamo soggiogare da questa dittatura visiva senza opporre il benché minimo rifiuto critico. Siamo anestetizzati, dopati allo scopo di controllare le nostre prestazioni visive e giungere così all’obiettivo di… Continua a leggere »
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Piccolo uomo

Ti ho visto correre e mentre correvi gli anni ti raggiungevano e le tue gambe magre si facevano muscolose e poi stanche e i tuoi capelli diventavano bianchi e i tuoi calzoncini dei pantaloni eleganti e la tua maglietta una camicia a righe di gran lusso, appena visibile dalla giacca di marca a doppiopetto. E la corsa si faceva più lenta e il fiatone un respiro lungo da pavone e lo sguardo impaurito diventava fiero e deciso e l’odore acre del sudore annegava nel tuo profumo da cento euro. La corsa è quasi finita e il tuo volto sarà perso per sempre. La tua pelle, piccolo uomo, la tua pelle, persino quella hai cambiato? Che rimane di quel ragazzo? Neanche… Continua a leggere »
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Il valore dell’interno

Il ruolo, l’appropriazione, la dimensione temporale dello spazio nella coppia abitare-costruire sono analizzati in questo saggio attraverso un’indagine teorico-critica e il costante riferimento ad autori di altri campi disciplinari: dalla filosofia alla psicologia, alla letteratura. La tesi della Cafiero è esplicitata sin dall’inizio: «La fruizione vera dell’interno si manifesta nell’abitare e non nella contemplazione statica delle forme, seppure tridimensionali, in cui si configura, è importante considerare l’abitare quale una dimensione diacronica dell’esistenza, che non si racchiude in un istante che si ripete uguale a se stesso, ma che si dipana nel tempo, […] per cui il significato di una forma o di un assetto spaziale non si può considerare come una invariante, ma come una funzione variabile della cultura» (pp.… Continua a leggere »
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