Archivi tag: guerra

Democrazia un tanto al barile

Il 31 ottobre è caduto un aereo di una compagnia russa con 224 persone a bordo, di cui 27 bambini. L’IS ha rivendicato subito l’attentato ma ne abbiamo avuto la certezza circa una settimana fa: una bomba nella stiva o sotto la sedia di un passeggero. Non abbiamo immagini di quella tragedia, se non foto di rottami. Questi 27 bambini avevano un volto e delle manine piccole e due occhi sempre pronti a meravigliarsi, suppongo. Come tutti i bambini. Noi non abbiamo travestito la nostra immagine del profilo di FB con i colori della bandiera russa, non abbiamo fatto manifestazioni e non abbiamo neanche commentato con la solita retorica strappalacrime e becerorazzista. Siamo stati in silenzio. Perché? Perché siamo soggetti… Continua a leggere »
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Robert Capa – Immagini di guerra

Cinquanta fotografie di cinque guerre. Gli occhi di un uomo che le racconta.  Sono quelli di Robert Capa (1913-1954). La prospettiva è la sua ma diviene universale e chi guarda si ritrova nella storia, cammina nel tempo della follia, sente gli sguardi disperati, vede il rumore sordo della morte, si muove nell’immobilità di corpi senza vita, osserva l’insensatezza della ragione omicida, sfiora l’ingiustizia sul corpo assassinato, percepisce il sudore di certa gioia. E comprende: la paura originaria, l’istante prima della morte, la sofferenza radicale, la tristezza estrema, l’affrancamento dall’orrore. Disorientano quelle foto, perché gettano in uno spazio che non ha nulla di apparente: è lì, con la sua realtà eterna, a disposizione di chi si vuol misurare con la verità… Continua a leggere »
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Operetta in nero

Nanni Balestrini nel libretto di scena avvertiva lo spettatore: «quando entrerete nel teatro, superata la biglietteria e il guardaroba, quando entrerete nella sala non vi troverete di fronte un palcoscenico chiuso dal suo bravo sipario, ma qualcosa di inaspettato che non vi sto a dire per non sciuparvi la sorpresa. E non sarà che l’inizio di quello a cui state per andare incontro»1.
Effettivamente il sipario era già aperto e gli attori in posa. Bravissimi nella loro immobilità quasi sconcertante, a tal punto che qualcuno si è chiesto se fossero reali o statue. Noi spettatori, disorientati da quell’intimità esposta al nostro rumore e assunto il rischio già presente in quella liquefatta separatezza tra finzione e realtà, abbiamo assistito… Continua a leggere »
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