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Il principe contadino e il mandorlo

C’era una volta un contadino che viveva in una fattoria dove si curava del suo orto. Il suo fazzoletto di terra era piccolo, poco fertile e gli dava tanto lavoro e soltanto qualche frutto, che però era succoso, buono e bello. Le erbacce erano tante e tanti gli insetti da eliminare. In compenso c’erano molti amici pronti ad aiutarlo: mucche che gli davano il loro latte, cani fedeli, gatti affettuosi, galline che, pur starnazzando tanto, facevano anche tante uova, un’abbondanza di uccelletti che cantavano. C’era anche qualche cornacchia, molte gazze ladre, tante pecore e molti asini. La fattoria era circondata da un recinto altissimo: un muro costruito con una pietra liscia. Proprio al centro dell’orto campeggiava un grande mandorlo. Così… Continua a leggere »
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Il sasso dell’emigrato

Che cosa leghi una persona alla sua terra è difficile a dirsi. C’è un “in più” di ineffabile che è impossibile tradurre con una manciata di emozioni, ricordi, volti, o ridurre a qualche centinaia di chilometri quadrati. Negli ultimi nove anni non ho mai voluto pensare veramente al mio distacco da Agrigento. Mai. Ho lasciato che soltanto la rabbia sostenesse la mia fuga, desse senso al mio rifiuto, mi spogliasse della mia pelle akragantina. Sono due anni che non vado ad Agrigento. Sono trascorse due primavere. Per due volte sono sbocciati i piselli odorosi e i mandorli si sono innevati di fiori. Già due volte l’odore del mare ha inondato la città investendo l’aria umida dell’inverno, invadendo i polmoni di… Continua a leggere »
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