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Sulla bruttezza

Platone aveva posto la Bellezza tra le idee-valori, poiché «alla sola bellezza toccò il privilegio d’essere la più manifesta e la più amabile » (Fedro, 250 D14-16). Avrebbe però dovuto tenere in considerazione la Bruttezza. Non quella che lascia indifferenti, ma quella estrema che sconcerta. Anche la Bruttezza ha avuto in sorte il privilegio di essere la più manifesta e la più detestabile.
Il commercio vacuo di pensieri a buon mercato, il linguaggio ridotto a mezzo di trasporto, la saggezza sorretta da analfabetismo visivo ed edonismo innaturale, la volgarità del gusto, l’ignoranza che si bea di se stessa, la chiacchiera che si sostanzia in sentenze dall’italiano improbabile, la cafoneria come cifra della propria identità, l’anonimato della vigliaccheria, tutto questo è… Continua a leggere »
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Nota semiseria. Le angherie ovvero dell’idiota integrale

La molestia intollerabile compiuta da chi vessa un altro attraverso le angherie è dovuta essenzialmente alla codardia, alla cretineria allo stato puro, all’ignoranza, alla bruttezza d’animo, alla deficienza cronica, alla viltà dell’esecutore, che è peraltro un bugiardo cronico, falso e imbecille.
Il soggetto agente è insomma un idiota integrale, indefinibile con una sola parola poiché si necessita di una quantità notevole di aggettivi dispregiativi. Egli è inconsapevole del disgusto e del disprezzo che gli sono tributati dalla categoria degli adulti regolari.
Il sopruso inflitto alla vittima dell’angheria non può essere dimostrato (tranne nel caso in cui sia stato registrato o sia stato compiuto in presenza di testimoni), ma soltanto riferito. Peraltro il soggetto subente di solito non può difendersi per… Continua a leggere »
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