Archivi tag: amore

Il vecchio proprietario

«Una casa è una casa. Non misurabile in metri quadri, insomma. Poi c’è quel giardino lì che fa parte di un sogno. Volevamo respirare la terra alzandoci al mattino per ricordarci della nostra originaria umanità. Il sole fa il resto. Rimane alto anche quando piove o le nuvole oscurano il cielo. Anche il sole ha una sua metafora, sa? Ci vive dentro se si sa come affrontare i giorni più neri. Ma queste mura erano ancora altro. Un “noi” cementato dalla consapevolezza che al di fuori ognuno è lupo per l’altro mentre dentro, invece, l’altro è un’aggiunta di valore: genitore o figlio o cane o gatto che sia. I completamenti non esistono se le fondamenta sono stabilmente ancorate a una… Continua a leggere »
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Il volto della lealtà

“Sei qui, mio amore. Ti sei svegliata a causa mia”.
Leila si accovacciò stancamente vicino a lui.
“Non riesco a prendere sonno. La rabbia mi assale e sta lì nel fondo spingendomi in basso. Provo a pensare ad altro ma di nuovo mi afferra e di nuovo si impossessa di me. No, non è una colpa non amare più. Che altro avrei potuto rispondere? Ma perché però è tanto difficile per gli uomini essere leali? Non mi rispondi, eh? Ma tu che cosa ne puoi sapere? Sei sempre così dolce, così piena d’amore, così tenera, così leale. Mi perdoni ogni cosa e neanche sai di farlo. E mi ascolti, riscaldandomi. Mi insegni ad amare, lo sai? E a reggere il… Continua a leggere »
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La prospettiva del vero amore

Posò la penna sul tavolo e si guardò intorno. Lei dormiva sulla poltrona con il libro abbandonato sulle gambe. La stanza era in penombra. Era ancora lì dopo decenni di amore discreto. Stava in silenzio a leggere mentre lui scriveva. Le si avvicinò e la osservò attentamente. L’accarezzò lentamente per evitare che si svegliasse.
Quando le erano comparse quelle rughe sul volto? E quando quelle macchie sulle mani? E quando era divenuta tanto bella? Lei aprì gli occhi. Lo guardò e sorrise.
«Ti amo, mia bellissima sposa. Ti ho mai ringraziato per avermi fatto compagnia ogni sera per tanti decenni?».
«Ringraziarmi? E perché mai? Ho sempre pensato che fossi tu a farmi compagnia mentre io leggevo».
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Amico mio

C’eri tu. Quando piangevo, mi stavi accanto. Tu solo mi hai vista soffrire. E se tornavo stanca a casa, mi accoglievi paziente e gioioso. Non una volta mi hai tradito. Neanche nelle piccole cose. E ti raccontavo tutto. E se scrivevo, venivi accanto a me, ti appoggiavi sul mio braccio e mi baciavi. A modo tuo, sia chiaro. Nessuna scenata quando non condividevi quel che facevo. Stavi sempre lì pronto ad amarmi a qualunque costo. Eri geloso. L’unico tuo limite. Nessuno poteva abbracciarmi senza rischiare. Ma che importa, mi dicevo. E se uscivo, mi aspettavi triste. Così credevo. Mi raccontavano che te ne stavi in silenzio, sulla poltrona rossa all’ingresso. Ma se io ero a casa… Dov’ero io, lì c’eri… Continua a leggere »
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Sulla pazienza e contro la violenza domestica

Chi vi dice che bisogna avere pazienza nella vita mente sapendo di mentire. La pazienza non è un contenitore che si riempie fino all’orlo, metafora tanto cara ai sempliciotti. La pazienza è una virtù che riguarda le piccole cose quotidiane, non l’esistenza intera. Siamo pazienti con il maleducato che incontriamo per strada, con il figlio che lascia la sua camera in disordine, con il vicino che ci tormenta per il cane che abbaia, con il nostro cane che fa la pipì nel posto sbagliato, con il genitore che ci ricorda quel che ancora non abbiamo fatto, con noi stessi per il piatto rotto inavvertitamente per mal destrezza. Sciocchezze, insomma, che non mettono a repentaglio la nostra vita. Non si può… Continua a leggere »
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L’amore è una pianta da giardino

Emilia Marasco ne La memoria impossibile racconta la sua storia, quella di una mamma che, pur avendo già un figlio biologico, Andrea, decide di adottarne altri due, Tilahun e Zenebech, di origine etiope. Arrivano in Italia quando sono ancora piccoli, 4 e 5 anni, ma già in grado di riferire memorie, anche sconvolgenti, che Emilia conserva gelosamente, consapevole che presto dimenticheranno linguaggio ed eventi, pur se le vicende traumatiche della vita infantile rimarranno come segno indelebile in fondo allo sguardo.
Mi si permetta una piccola digressione. In Sicilia c’è una pianta erbacea che fiorisce in primavera1. Fa dei fiori a forma di farfalla con due colori prevalenti, il rosa e il viola, ed è profumatissima. Piccina, io mi… Continua a leggere »
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Il Maestro e Margherita

Provare a riassumere il contenuto di questo libro è un’impresa ardua e destinata al fallimento. Michail Bulgakov infatti presenta e fa muovere una tale congerie di personaggi che il lettore, giunto verso la fine, fatica a ricordare tutti i nomi e, il più attento, è costretto a tornare indietro per recuperare alla memoria almeno quelli che, in qualche strano e diabolico modo, sono divenuti familiari almeno nei grafemi. E che il diavolo c’entri è sicuro. È lui infatti –forse- il personaggio principale. Il dubbio nasce dal fatto che alcuni deuteragonisti della prima parte diventano, non del tutto inaspettatamente, i protagonisti principali della seconda. Addirittura Margherita non viene neanche nominata quando, nel XIII capitolo, ne parla l’uomo che la ama, il… Continua a leggere »
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Taccuino d’amore

L’amore è un accadimento. Null’altro. Agisce come un vento gelido. Trapassa, non sfiora. E dice molto di più di un testo complesso, perché ineffabile si trasforma nell’infinito possibile. Non si tratta di un argomento scientifico, perché priva chiunque di ogni certezza. Chi nell’amore cerca punti fermi si sbaglia o semplicemente non è disposto ad amare. Non ve ne sono, perché tutti parimenti diventano instabili. E conduce gli amanti alla perdizione beata. Necessita di coraggio. E pochi ce l’hanno. Pochi avvertono che nell’incertezza si respira e si vive. E tutto diviene più bello e più doloroso. Scardina, travolge, disordina, confonde, ammalia, muove, distrugge. E rende belli e felici.
Guardate i due felici:/ se almeno dissimulassero un po’,/ si fingessero depressi, confortando
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