Archivi tag: Agrigento

L’infame impresa

Hanno avvelenato dei cani nella Valle dei Templi, pare con del veleno per lumache spalmato su carne cruda. E così mentre Bernini è ospite ad Agrigento, alla Bellezza risponde la Bruttezza che ha sempre potere e ha sempre il suo sciame di ammiratori perché è figlia dell’ignoranza, non quella libresca – o almeno non solo - ma quella della miseria emotiva; che è persino difesa da argomentazioni che altrove fanno scandalo: “E come ci dobbiamo difendere dal randagismo?”.
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Senza scampo

Come appare Agrigento da lontano? Ve lo siete mai domandati? Impressiona la sua bellezza paesaggistica ed è impossibile rintracciarne gli odori persino nella splendida Liguria. Impressiona altresì quello che si vede in televisione o sul web: il degrado di certe zone, la malapolitica, i tanti che accolgono con esultanza e gaudio chi nel passato li ha traditi o sbeffeggiati o imbrogliati facendo passare per dono ciò che era un diritto, l’ignoranza sia culturale sia etica di certi commenti, l’assenza di un bene primario essenziale quale l’acqua e l’inazione della popolazione.
Questo passa, non ve la prendete con me. Prendetevela piuttosto con una buona parte dei vostri concittadini che si adoperano per mantenere alto questo livello di lerciume e che riescono… Continua a leggere »
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Marea. Personale di Franco Fasulo

(Pubblicato su Teatro.org il 15 ottobre 2012) La rassegna Approdi (al) Funduk si conclude con una personale di grande spessore: Marea, dell’artista Franco Fasulo, agrigentino di nascita e lombardo di adozione.
Una mostra in perfetta armonia con l’ambiente che la ospita: un locale in tufo, che accoglie persino un’entrata a un ipogeo, restaurato nel rispetto delle preesistenze e dei vincoli, sede in cui si è tenuta l’intera rassegna Approdi (AL) Funduk organizzata dall’associazione LABmura. Le tele di Fasulo sono state realizzate tra il 2010 e il 2011. Se si trattasse di un’antologica questa -seppur piccola- esposizione potrebbe spiegare già il cammino artistico di Fasulo, il quale è giunto all’astrattismo attraverso un percorso in cui non Continua a leggere »
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Approdi (al) Funduk. Video e fotografia

(Pubblicato su Alcinema.org il 18 agosto 2012) Le serate akragantine al Funduk – Approdi (al) Funduk (di cui vi ho dato notizia in un altro articolo)- hanno dato il via al dialogo con grandi fotografi siciliani, noti a livello nazionale, per indagare un ambito del visuale la cui dignità artistica è ancora poco nota: il video. Il 27 luglio se ne è parlato con un maestro d’eccezione, Tano Siracusa, il quale si è cimentato nel montaggio di alcuni video -presentati durante la serata- relativi a sette portfolio ormai noti, a cominciare da Con i suoi occhi.
«Il video sta al confine, in uno spazio di transizione tra la fotografia e il cinema, tra il carattere discreto
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Agrigentinità

Non è grossa, non è pesante la valigia dell’emigrante…/ C’è un po’ di terra del mio villaggio, / per non restare solo in viaggio… / Un vestito, un pane, un frutto, / e questo è tutto (Gianni Rodari, Il treno dell’emigrante). Richiedere a se stessi la verità è un’arte tra le più difficili. Ciò che è riposto nel fondo del nostro animo spesso emerge in un sentire fragile che necessita della cura del silenzio per poter dire di noi ciò che noi siamo. Ci determina nel migliore dei modi se lo trattiamo con delicatezza, sfiorandolo come un piccolo monile di vetro soffiato o osservandolo quasi timorosi che lo sguardo possa scalfirne la delicata matericità. È un territorio dunque in… Continua a leggere »
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Quando a essere sfrattato è Pirandello

Nella nostra ridente cittadina, dove i politici hanno preso l’abitudine di usare un vocabolario appropriato per prendere per i fondelli la gente, con l’uso di parole e definizioni come “volàno”, “sinergie”, “protocolli d’intesa”, mi fa specie che ancora non abbia sentito una frase del tipo “appronteremo un protocollo d’intesa che possa creare nuove sinergie che servano da volano al rilancio della compagnia del Piccolo Teatro”. Il problema è che al momento i nostri politici sono troppo concentrati sul Centro storico giurgintano.  Qualcuno ha infatti fatto loro presente che non si tratta di vecchie rocche o “terra vecchia”, ma di monumenti storici e che, anziché farli crollare o raderli al suolo, sarebbe bene -oltre che opportuno- recuperarli al vecchio… Continua a leggere »
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Agrigento: aspettando Godot

La situazione di Agrigento è tra le più inverosimili in questa tornata di ballottaggio nelle città in cui si sceglie il primo cittadino. A confrontarsi sono due candidati invotabili. Uno è l’attuale sindaco Marco Zambuto, il quale non soltanto non ha fatto nulla per la città, ma ha trascorso gli anni del suo mandato cambiando partito. Votato da una popolazione convinta dal grido di battaglia “Al di sopra dei partiti”, ha azzerato la giunta dopo qualche mese per approdare al pdl. Ma molti assessori, a cominciare da Luparello, Minacori e Tuttolomondo, lo avevano già abbandonato, non appena ebbe a svoltare a destra. E così dal 2008 al 2011 Zambuto è stato con Alfano. Sodali sino alla rottura. In seguito Alfano,… Continua a leggere »
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Uno sgarbo ad Agrigento

È il 16 aprile 2012. Siamo a Porta di Ponte. Inizia il comizio di Totò Pennica, supportato da Vittorio Sgarbi e da tutto il PDL. Davanti a loro un folto numero di persone che si sono conquistate il primo posto in fila per applaudire e compiacere la faccia televisiva di turno che li onora della sua presenza, anche se il suo linguaggio è di una volgarità senza limiti, anche se dice menzogne, anche se dimostra un disprezzo totale per i problemi concreti del territorio, anche se è evidente che considera le persone di fronte a lui antropologicamente subumane e inferiori. È un bugiardo che usa la retorica a fini personali.
«Quando non sanno come cacciarti si inventano la mafia che
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Sul buon giornalismo

Pietro Fattori è della classe 1980. Ciò significa che ha 31 anni. Un ragazzo, insomma. E infatti ha il viso di un bambino, ma lo sguardo di un vecchio saggio. Ha la bellezza e la fisicità di un kouros, ma la forza di un uomo impavido. Ha la semplicità di un ragazzo di provincia, ma la sicurezza di un maturo professionista. Ha la compostezza di un colletto bianco, ma serra le braccia come un ammutinato. Ha l’accento siciliano, ma la lingua di un rivoluzionario. E non aspetta che passi la piena rimanendo piegato come un giunco, ma come una quercia rimane in piedi nonostante i colpi di accetta sferrati. Questo è il giornalista Pietro Fattori, caporedattore del quotidiano online… Continua a leggere »
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Presentazione Dopo la notizia peggiore alle Stoai di Agrigento

Cosa narrare del mio breve soggiorno ad Agrigento? Volti, parole, cortesia, affetto, meraviglia. E mani. Tante mani da stringere con calore. La sala alle Stoai era piena. La gente anche in piedi. Non c’è da stupirsi. La mia Agrigento mi ha accolto con gioia grazie alla bella organizzazione di Roberta Tuttolomondo, agli amici che mi seguono, alla presenza di relatori d’eccezione: la Prof. Ines Testoni (Università degli studi di Padova), il Prof. Alberto Giovanni Biuso (Università degli studi di Catania), il Dr. Antonio Liotta (Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento).
Non era soltanto la presentazione di un libro ma credo molto di più, tant’è che abbiamo voluto nominare l’incontro Più forte della fine, affinché potesse essere chiaro sin… Continua a leggere »
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