Archivi autore: Giusy Randazzo

La prospettiva del vero amore

Posò la penna sul tavolo e si guardò intorno. Lei dormiva sulla poltrona con il libro abbandonato sulle gambe. La stanza era in penombra. Era ancora lì dopo decenni di amore discreto. Stava in silenzio a leggere mentre lui scriveva. Le si avvicinò e la osservò attentamente. L’accarezzò lentamente per evitare che si svegliasse.
Quando le erano comparse quelle rughe sul volto? E quando quelle macchie sulle mani? E quando era divenuta tanto bella? Lei aprì gli occhi. Lo guardò e sorrise.
«Ti amo, mia bellissima sposa. Ti ho mai ringraziato per avermi fatto compagnia ogni sera per tanti decenni?».
«Ringraziarmi? E perché mai? Ho sempre pensato che fossi tu a farmi compagnia mentre io leggevo». Continua a leggere »
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La specie più importante

Lo specismo nasce dal convincimento che gli umani siano gli esseri più importanti di questo pianeta. Non è vero, sono soltanto gli animali dominanti e per sfortuna i peggiori. Noi siamo ospiti della Terra esattamente come gli altri esseri che ci vivono. Eppure con quale presunzione ci sentiamo in diritto di uccidere e di distruggere. E che differenza c’è tra noi e gli altri animali che spesso cacciamo per sport e ‘indossiamo’ per bellezza e ‘cosifichiamo’ per possesso. Con quale arroganza ci convinciamo che siamo la specie più importante, che la nostra vita va salvaguardata più di tutte le altre, per giustificare la nostra crudeltà, la sovrabbondanza di cibo, la brama di possesso. Tutto questo mentre in una buona parte… Continua a leggere »
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Senza scampo

Come appare Agrigento da lontano? Ve lo siete mai domandati? Impressiona la sua bellezza paesaggistica ed è impossibile rintracciarne gli odori persino nella splendida Liguria. Impressiona altresì quello che si vede in televisione o sul web: il degrado di certe zone, la malapolitica, i tanti che accolgono con esultanza e gaudio chi nel passato li ha traditi o sbeffeggiati o imbrogliati facendo passare per dono ciò che era un diritto, l’ignoranza sia culturale sia etica di certi commenti, l’assenza di un bene primario essenziale quale l’acqua e l’inazione della popolazione.
Questo passa, non ve la prendete con me. Prendetevela piuttosto con una buona parte dei vostri concittadini che si adoperano per mantenere alto questo livello di lerciume e che riescono… Continua a leggere »
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Democrazia un tanto al barile

Il 31 ottobre è caduto un aereo di una compagnia russa con 224 persone a bordo, di cui 27 bambini. L’IS ha rivendicato subito l’attentato ma ne abbiamo avuto la certezza circa una settimana fa: una bomba nella stiva o sotto la sedia di un passeggero. Non abbiamo immagini di quella tragedia, se non foto di rottami. Questi 27 bambini avevano un volto e delle manine piccole e due occhi sempre pronti a meravigliarsi, suppongo. Come tutti i bambini. Noi non abbiamo travestito la nostra immagine del profilo di FB con i colori della bandiera russa, non abbiamo fatto manifestazioni e non abbiamo neanche commentato con la solita retorica strappalacrime e becerorazzista. Siamo stati in silenzio. Perché? Perché siamo soggetti… Continua a leggere »
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Amico mio

C’eri tu. Quando piangevo, mi stavi accanto. Tu solo mi hai vista soffrire. E se tornavo stanca a casa, mi accoglievi paziente e gioioso. Non una volta mi hai tradito. Neanche nelle piccole cose. E ti raccontavo tutto. E se scrivevo, venivi accanto a me, ti appoggiavi sul mio braccio e mi baciavi. A modo tuo, sia chiaro. Nessuna scenata quando non condividevi quel che facevo. Stavi sempre lì pronto ad amarmi a qualunque costo. Eri geloso. L’unico tuo limite. Nessuno poteva abbracciarmi senza rischiare. Ma che importa, mi dicevo. E se uscivo, mi aspettavi triste. Così credevo. Mi raccontavano che te ne stavi in silenzio, sulla poltrona rossa all’ingresso. Ma se io ero a casa… Dov’ero io, lì c’eri… Continua a leggere »
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Sulla pazienza e contro la violenza domestica

Chi vi dice che bisogna avere pazienza nella vita mente sapendo di mentire. La pazienza non è un contenitore che si riempie fino all’orlo, metafora tanto cara ai sempliciotti. La pazienza è una virtù che riguarda le piccole cose quotidiane, non l’esistenza intera. Siamo pazienti con il maleducato che incontriamo per strada, con il figlio che lascia la sua camera in disordine, con il vicino che ci tormenta per il cane che abbaia, con il nostro cane che fa la pipì nel posto sbagliato, con il genitore che ci ricorda quel che ancora non abbiamo fatto, con noi stessi per il piatto rotto inavvertitamente per mal destrezza. Sciocchezze, insomma, che non mettono a repentaglio la nostra vita. Non si può… Continua a leggere »
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Per chi ha il mugugno facile

Lo so, sei terribilmente stanco, disperato, depresso, deluso, arrabbiato. E nessuno ti capisce. Ti consiglio di mangiare una bella fetta di pane con la Nutella e poi un’altra e poi un’altra ancora e di continuare così per almeno un mesetto, mattinapomeriggiosera. Alla fine sarai anche grasso da far schifo e ti assicuro che anche la pelle del tuo viso ne avrà risentito. A quel punto potrai urlare al mondo quanto sei sfortunato. Più di tutti. Tu solo. Unico terremotato in una terra di gente felice. E finalmente sarà chiaro a tutti che il mondo è stato creato con l’unico scopo di metterla in quel posto solo a te. Continua a leggere »
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Rinascere

Si rinasce più volte durante la vita. Ogni volta in maniera più consapevole e tuttavia sempre nello stesso modo. E tutte le volte il respiro che si affaccia al nuovo sole è più intenso e fecondo. E la caverna si abbandona attraverso un cunicolo stretto e impervio che graffia, ferisce, trattiene, soffoca. Bisogna aver mani salde e forza fisica; sapersi aggrappare a ogni radice, a ogni sporgenza per quanto tagliente essa sia. Bisogna saper trattenere il fiato e non opporsi alla fatica e non tentare di tornare indietro. Così appare la luce. Sempre. Così si nasce e così si vive. Ogni approdo felice arriva infatti dal periglioso cammino della via stretta. Continua a leggere »
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Per i cuccioli umani

I cuccioli sono cuccioli. Mi chiedo a quale età per una mamma non lo siano più. È vero, occorre buon senso. Forse però basta poco per farsi i calcoli senza incorrere in grotteschi abbagli. Quando raggiungono gli anta e continuano a comportarsi come fossero degli adolescenti, con ogni probabilità non sono più cuccioli ma dozzinali stronzi. Anche una mamma può comprenderlo senza fatica, purché non sia italiana. Continua a leggere »
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Studenti

Ho avuto migliaia di studenti nella mia vita. La classe è per me un luogo terapeutico, lo spazio della speranza, il campo della genuinità, la sala delle scommesse. E dico loro spesso che vedono in me una persona che la maggior parte degli adulti non conoscono perché punto su di loro. Ma quando diventano adulti molti di loro li tolgo dalla lista “speranza”. Si immergono nella folla del perbenismo e scompaiono in loro i segni dell’autonomia proprio quando ritengono di averla acquisita. Diventano adulti, quel tipo di adulti a cui io non sorrido mai. E non li considero più miei studenti. E la mia scommessa è persa. Ma sono tanti però quelli che mi fanno vincere. Molti di più. Per… Continua a leggere »
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