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Il costruttore della verità

 

«Vivevo nella menzogna continua. Ormai c’ero dentro e nulla potevo fare per sfuggirvi. Mentivo a chiunque con uno scopo preciso: io ero sempre vittima, sempre il più buono, sempre il migliore. L’altro, chiunque egli fosse, era il mostro. Poi intorno a me gli amici divennero infidi e le amanti rimasero amanti. Nel frattempo perdevo tutto. Tutto quello che non si può quantificare, intendo, perché i soldi non mi mancavano. Anzi, tutt’altro. Erano la ragione più importante per cui mentivo. Ho così preso la decisione di ricominciare con la verità. Fu impossibile però. La menzogna ti insegue, ti devasta, ti divora, persino ti possiede. Diventa il tuo volto. E’ come la pazzia, sai? Se fingi troppo a lungo di esser pazzo, lo divieni».

«E che cosa hai fatto?»

«L’unica scelta possibile: fare della menzogna la mia verità. Ho imparato a credere che quel che dicevo era vero. Non importava chi ferivo o che cosa producevano le mie menzogne. Io ero il costruttore della verità. Una specie di dio».

«E ti è andata bene?»

«Giudica tu: la mia tomba è sempre deserta, la tua sempre piena di fiori».

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2 risposte a Il costruttore della verità

  1. Giovanna Vaccarello scrive:

    La costruzione del deserto, direi. Nemmeno la più dorata delle tombe ha valore se poi nessuno va a posare un fiore.
    Si sceglie nella vita, da che parte stare. Si sceglie sempre. E la tragicità sta nel fatto che non puoi incolpare nessun altro, se scegli di stare dal lato sbagliato della strada. Peccato però, la vita è una sola, ed è talmente piena di cose belle, che lasciarsele dietro le spalle per rincorrere il deserto è un delitto.

     
    • Giusy Randazzo scrive:

      Infatti, cara Giovanna. Ovviamente chiarisco a altri che mi hanno scritto che la tomba piena di fiori per un’atea come me corrisponde alla memoria e alla presenza in vita. Ho voluto semplicemente riprendere lo stile dell’antologia di Spoon River per permettere a un bugiardo di dire la verità, altrimenti cadevo nel paradosso del mentitore e per di più mi sembrava un simpatico aprosdoketon, anche se un po’ inquietante.

       

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