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L’ipocrita canguro

 

Il livello della politica italiana è misurabile dal linguaggio usato durante le sedute di Camera o Senato. Quando va bene ci si limita agli insulti e ai gesti dell’ombrello, altrimenti si può anche arrivare alle mani. Questo lo stile del motore vitale della democrazia italiana: il cuore della nostra Repubblica. Ovviamente con il dibattito sul ddl Cirinnà le offese hanno superato il luogo deputato oltraggiando “con eleganza” cittadini a tutt’oggi discriminati nei diritti a causa di una destra omofoba e di una sinistra (?) anch’essa influenzata dalla monarchia assoluta di tipo teocratico, enclave in Italia, che indirizza persino l’interpretazione del nostro dettato costituzionale.
Mettendo da parte i toni con cui sta avvenendo questo dibattito, in questi giorni si è raggiunto l’apice dell’ipocrisia. E’ noto a tutti che il PD è spaccato al suo interno dalla presenza dei cattolici. Gli mancano i numeri insomma perché l’esercito PD è di sinistra a modo suo. Le idee progressiste dei più, per ciò che concerne il ddl Cirinnà, convergono  con quelle dei migliori esponenti di destra che, sì, non hanno nulla contro gli omosessuali ma… Sono, insomma, un esempio di tolleranza. Tolleranza che al solo nominarla la pelle si accappona perché dà la misura della discriminazione in atto verso gli omosessuali. Nonostante il via libera dato dalla base, i parlamentari 5s sono pronti a votare il ddl Cirinnà così com’è. Lo hanno detto e lo farebbero. Poi si propone loro una sorta di ghigliottina anticostituzionale: il super canguro che ricalca il ddl, eliminando tutti gli emendamenti. I 5s dicono di no a una procedura che viola, a dir poco, le regole più semplici del dibattito parlamentare ed ecco  che il PD -d’un tratto- torna compatto: i 5s sono dei traditori. Si passa dunque all’ipocrisia più ironica. E’ colpa dei 5s che non hanno votato il maxi emendamento se il Cirinnà non passa.
Ma la domanda sorge spontanea: se non si trova l’accordo sui singoli emendamenti perché si dovrebbe trovare nella discussione finale dopo il supercanguro che peraltro creerebbe un precedente non da poco?
Forse perché al PD mancano i numeri essendoci al suo interno troppi cattodemocratici sia manifesti sia latenti?

Vedi anche l’artico di Andrea Scanzi, drammaticamente ironico: Cirinnà e PD, ovvero l’arte di dare sempre la colpa al M5S, Il Fatto Quotidiano, 21 febbraio 2016

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