987 views

Domande retoriche?

 

Non si discute sul fatto che Al Assad sia un dittatore. L’ho detto e scritto più volte. Il punto rimane sempre lo stesso, mi chiedo ancora una volta: chi sono i ribelli anti-Assad?

L’Esercito Libero Siriano alleato con il Fronte Islamico che vorrebbe costituire uno stato islamico secondo le leggi della Sharīʿa? Jabhat al–Nusra, il gruppo affiliato con Al-Qaida? l’IS di cui tutti conoscono l’ideologia?

Anche volendo accogliere il lato più vero della propaganda contro l’Iran oscurantista, contro Putin il massacratore, contro l’Hezbollah antisemita, etc etc etc, mi chiedo ancora una volta: da quali nazioni è formato il fronte anti-Assad?
Dalla democratica Arabia Saudita? Dall’emancipata Turchia? Dagli disinteressati USA?

E ancora: tranne che in Tunisia, dove e quando la Primavera araba è riuscita a portare la democrazia? In Libia? In Egitto? Nel Bahrein? Nello Yemen?

E per finire, anche volendo immaginare che si riesca a far desistere Assad, chi di questi democratici gruppi e nazioni dovrebbe poi governare in Siria?

Vedi anche:
Democrazia un tanto al barile, una mia nota del 21 novembre 2015.

Gianluca Ferrara,  Siria, ecco chi USA l’Isis, Il Fatto Quotidiano, 19 febbraio 2016.

Questa voce è stata pubblicata in Notizie e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Domande retoriche?

  1. lucia vignolo scrive:

    Ogni tanto mi viene da fare una considerazione amarissima, terribile…….. mi pare che l’attuale maggiore propensione al pacifismo degli stati “democratici” abbia aperto la strada al terrorismo organizzato. E quel vecchio detto “si vis pacem para bellum” purtroppo è ancora in corso di validità. Oppure avrà visto lungo Houellebecq con il suo “Sottomissione”.

     
    • Giusy Randazzo scrive:

      Pacifismo è una parola che sta all’Occidente come veridicità sta a ipocrisia. Opposti, insomma. Questo lo sappiamo. La Siria è la via del petrolio e qui lo scontro -al di là della propaganda- è nuovamente tra USA e Russia. Una nuova guerra fredda che ha avuto inizio in Ucraina e che ora continua in Siria, alimentandosi del sangue di una guerra fratricida e di uno scontro ideologico che ha radici lontane. Al popolo -che siamo tutti noi- viene confezionata la Verità. Ci si dice da che parte dobbiamo stare. Quella dei buoni. Ma siccome buoni non ne esistono, si limitano a indicare i cattivi. Ed ecco la propaganda: dobbiamo esser contro coloro che non vogliono la democrazia. Ma lì nessuno vuole la democrazia, tranne un gruppo troppo piccolo di donne curde. Tutti invece vogliono il petrolio. Anche noi. Questa carrellata di paesi buoni e cattivi è una categorizzazione che puzza, che fa acqua perché il contraltare è il peggio che esiste in Medio Oriente. Da qui le mie domande. Del romanzo che hai citato, ti invito a leggere questa recensione, a mio parere lucida, e che all’epoca mi convinse a non leggerlo.http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/09/sottomissione-houellebecq-occasione-sprecata/1407085/

       
      • lucia vignolo scrive:

        sono d’accordo con la recensione, non è un libro letterariamente valido, anzi lo definirei proprio noioso, gli riconosco solo il pregio di aver proposto uno scenario fantapolitico che non sappiamo se è troppo fanta. Houellebecq è noioso in tutti i suoi libri, perchè di base la sua “vena” artistica pompa poco sangue, però mi ha sempre incuriosito per i temi che propone. Anche questo Sottomissione mi ha suscitato parecchie inquietudini… comunque non ti sollecito a leggerlo, non perdi niente! Meglio leggere un saggio per riflettere. Da un romanzo infatti ci si aspetta qualcosa di diverso, qualcosa di artistico.
        P.S. torna su FB! appeno ha tempo scriverò un’apologia di FB.

         

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *