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I genovesi

 

Si dice che i genovesi abbiano il mugugno facile. Io li trovo dei gran lavoratori, forse un po’ diffidenti inizialmente, ma superato il primo impatto sono poi allegri e gioviali. Riconosco loro una certa discrezione che all’inizio, da siciliana verace, scambiavo per disinteresse. Eppure spesso cerco di trovare in loro un tratto a me familiare e mi rendo conto che c’è sempre una diversità originaria a dividere le nostre mentalità. Il problema è però che sono tanto diversa anche dalla mia gente. Influenzata dal nuovo ambiente e da tanti anni di lontananza, non mi sento parte neanche di quel popolo che pur mi è caro.
Gli emigranti abitano in realtà un luogo che è zona franca, terra di nessuno e di tutti, in cui crescono frutti capaci di lenire la nostalgia ma non di eliminarla.

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4 risposte a I genovesi

  1. lucia vignolo scrive:

    Una caratteristica di Genova che mi affascina particolarmente è quella di essere una terra di migranti.
    Migranti che vanno e che vengono.
    Gente che da qui è partita forse più per i sogni che per il denaro, o perché il denaro era un sogno più che una necessità… e gente che arriva qui da noi, e dopo un po’ è genovese…
    A Bolzaneto sono tutti genovesi, poi scopri che tranne quei quattro gatti che si chiamano Parodi gli altri sono tutti figli di Calabresi, di Siciliani e di Pugliesi. Lo capisci soprattutto quando vai a mangiare a casa loro, dal rapporto peperoncino/altre spezie…
    Qui nei vicoli la cosa difficile non è trovare un genovese, ma un italiano. Le sfumature vanno dal pallore rosato delle ucraine fino al lucido nero dei nigeriani, in una gamma di intermedi che farebbero la gioia di Oliviero Toscani!
    Io, che ho parecchie generazioni di Liguria nel sangue, i miei figli li ho mescolati con la Sicilia.
    A volte mi chiedo: ma quando la gente parla dei genovesi…a chi si riferisce?

     
    • Giusy Randazzo scrive:

      Come al solito, Lucia, i tuoi commenti sono aggiunte di valore. Leggendoti sorridevo, oltre a gustarmi la tua scrittura. Hai ragione. Però, sai, quando senti quella cadenza inconfondibile, i soggetti in questione avranno magari il sangue di mille colori e la pelle a più tonalità ma per me sono genovesi. Sono quelli a cui quando parlano di Genova si illuminano gli occhi. Insomma, che saranno pure di madre o padre emigrato ma che sono cresciuti con la lanterna nel cuore.

       

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