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Lentezza/velocità

 

La lentezza è la terra che si smuove per far spazio al filo d’erba; è la tortora che all’alba zampetta sul viale silenzioso e deserto; è l’onda che si srotola tranquilla sulla battigia di sabbia dorata; è il bimbo che si rannicchia sul letto, addormentato; è il glicine che si sveglia col suo tempo; è la finestra che si apre a un paesaggio immenso; è la nonna che ti sveglia col latte caldo; è l’amico che ti ascolta con pazienza; è il tuo cane che ti guarda innamorato; è il figlio che si racconta apertamente; è la musica che invade la cucina assolata; è una birra col tuo amore, seduti sul letto; è il giorno che si avvicenda senza corsa.
Il suo contrario è un autobus che ti sfugge sotto al naso; è l’angoscia di un appuntamento dietro l’altro; è una coda che si prolunga inaspettata; è la bolletta già scaduta da due giorni; è il pasto che ingurgiti per sbrigarti; è una tavola in cui non siete mai al completo; è una televisione sempre accesa e sempre urlante; è un bimbo da prelevare come un pacco; è un saluto anonimo e sfuggente; è una chiacchierata vuota, fatta al volo; è un carrello troppo pieno di precotti; è un risveglio sgradevole e traumatico, allo starnazzare della sveglia; è una settimana che si inizia per finirla; è una macchina che non parte proprio all’ultimo; è il denaro che da mezzo si fa scopo; è un’idea partorita dall’ignoranza; è una vita che scolora nella semplice presenza.
Fermati, dunque. E se proprio non puoi, almeno rallenta.

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