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Senza scampo

 

Come appare Agrigento da lontano? Ve lo siete mai domandati? Impressiona la sua bellezza paesaggistica ed è impossibile rintracciarne gli odori persino nella splendida Liguria. Impressiona altresì quello che si vede in televisione o sul web: il degrado di certe zone, la malapolitica, i tanti che accolgono con esultanza e gaudio chi nel passato li ha traditi o sbeffeggiati o imbrogliati facendo passare per dono ciò che era un diritto, l’ignoranza sia culturale sia etica di certi commenti, l’assenza di un bene primario essenziale quale l’acqua e l’inazione della popolazione.
Questo passa, non ve la prendete con me. Prendetevela piuttosto con una buona parte dei vostri concittadini che si adoperano per mantenere alto questo livello di lerciume e che riescono sempre a farsi rivotare grazie al loro bacino di voti; prendetevela con quei funzionari che percepiscono da anni uno stipendio che non meritano e che sono coloro che “veramente” stanno nella stanza dei bottoni e sono la causa principale di questo andazzo. Prendetevela con chi continua a massacrare questa terra indicando questo o quel politico senza mai puntare il dito contro contro se stesso.
Ormai da mesi hanno deciso di fare lo scalpo a Beniamino Biondi. Io lo conosco personalmente. Non è un mio amico. L’ho apprezzato in più di un’occasione per le belle cose che ha fatto per la città, per le iniziative culturali e la promozione di zone degradate. Un intellettuale di tutto rispetto. Quando ho saputo che stava per accettare l’assessorato, mi son detta che se ne sarebbe pentito presto. Sono certa che se ne è pentito; certissima che si sarà più volte ripetuto “chi me l’ha fatto fare”. Un giorno perderete anche lui. E ve lo meritate. Andrà via come tutti coloro che proprio non possono far nulla tranne vedere la rovina sovrastare la città. Mi dispiace per quella parte onesta e sincera e leale degli agrigentini, che esiste e che ancora oggi permette al cuore della mia città di battere. Già li immagino i commenti invece di coloro che faranno ironia su questa mia previsione. Molti di questi non avrebbero il coraggio di parlare davanti al tirassegno umano che hanno scelto o che qualcuno ha scelto per loro; meglio nascondersi dietro a un monitor, dietro uno pseudonimo, dietro una lettera anonima, il vis-à-vis non è roba loro. Loro sono i vigliacchi. E poi ci sono gli altri, quelli che cercavano un homo novus tra i vecchi, che presentavano come nuovi politicanti già navigati, che accoglievano come salvatori gente che ha sputato sopra la nostra terra. Sono questi coloro che oggi oltraggiano con spietata inumanità un uomo che ha fatto della cultura e dell’onestà i suoi biglietti da visita. E perché? Perché, mi son domandata, questi puerili e feroci commenti su Biondi? Perché non scagliarsi contro tutta l’amministrazione? Perché gli altri sono amici, mi son detta. Perché Biondi ha fatto l’errore di condannare apertamente la malapolitica; l’errore di mettersi in seguito al servizio della cosa pubblica senza avere un grande capo dietro.
Il solito amicume e servilismo che ci ha condannato alla miseria intellettuale ed economica va nuovamente in scena, imperversa anche adesso, in modo indegno e inumano. Quando Biondi un giorno sarà andato via, sentirò commentare la gente; dirà le solite cose sul fatto che i migliori lasciano la nostra terra. Nessun riconoscimento per il lavoro che ha svolto, per l’impegno che profonde, ma un continuo linciaggio alla sua dignità allo scopo di lasciare vacante un posto di assessore a 2500 euro al mese che fa comodo a qualcuno, magari a uno di quei consiglieri che hanno intascato qualche centesimo in più fingendosi in commissione la il giorno di Natale.

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