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Sul disastro Germanwings

 

Il pensiero gira intorno alla tragedia. Va lì, dai parenti più stretti, e avverte la potenza della compassione. Poi ancora si ferma e osserva la follia. E si chiede come sia possibile che un suicidio duri otto minuti. Non è suicidio. Il suicidio è un processo verso la disperazione, ma l’atto è un attimo. Non dura otto minuti. E poi ancora va dall’insegnante che entrerà in aula e troverà i banchi vuoti e sentirà l’orrore e gli si appiccicherà addosso il freddo gelido dell’indimenticabile. Un suicidio non dura otto minuti. La deliberata volontà di compiere una strage può durare otto minuti.
Non chiamate suicidio ciò che è omicidio. Non ho alcuna pietà per quel diavolo che ha deciso per la vita di altri. E’ un assassino. Null’altro.

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