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Rivolta casalinga

 

Donna siciliana sulla settantina; serva per l’intera vita di un marito violento, traditore e assente. La signora, conoscendo le mie idee contro il sessismo, un giorno mi racconta felice della sua piccola rivolta casalinga. Storia vera, accaduta qualche anno fa.

«Lo sai, l’altro giorno fici succediri un macello (ho fatto un casino). M’arrabbiavu cu me maritu».
«Brava! Finalmente! Raccontami»
«C’era mia nuora, ca avi ottu frati, tutti maritati cu figli (era presente mia nuora, la quale ha otto fratelli, tutti sposati con figli). Ed era a cena cca (qua). Allura, me maritu dissi che erano invitati tutti all’indomani e che io assi cucinatu l’ossubuco pi tutti. Io un dissi nenti ca mi parsi ladiu (Allora, mio marito li ha invitati tutti l’indomani, affermando che io avrei cucinato l’ossobuco per tutti. Sul momento non ho detto niente perché mi sembrava sconveniente)».
«E poi?»
«Quannu si nni eru, l’ho aggredito. Ci dissi: “Ma comu ti permetti di invitari cinquanta cristiani supra i me spaddri e senza avvisarimi? Ma chi ti paru schiava? Cucini tu dumani! (Quando se ne sono andati, l’ho aggredito. Gli ho detto: “Ma come ti permetti di invitare cinquanta persone senza avvisarmi? Ti sembro una schiava? Domani cucini tu!)”».
«E lui?»
«E lui mi dissi: “Cunce’, zittuti e veni a dormi (Concetta, stai zitta e vieni a dormire)”. Ma io allura mi sono incazzata: “Io con te non ci dormo!”».
«Eh… racconta racconta»
«E lui: “Cunce’, ti dissi veni a dormi e zittuti (Concetta, ti ho detto di stare zitta e di venire a dormire)!”. Ma io mi pigliavu u cuscinu e me ne sono andata sul divano».
«E poi?»
«E poi lui è venuto nnu saluni (nella sala) e mi dissi: “Cunce’, vidi ca ti dissi zittiti e veni a dormi (Concetta, vedi che ti ho detto di stare zitta e di venire a dormire)”. Ma io ero cchiù (più) incazzata di prima e allora ho preso la borsa e mi nni ivu davanti alla porta (e sono andata verso la porta d’ingresso)».
«E quindi? Su, racconta! Che cosa è successo?»
«Senti, senti! Iddru vinni (lui mi ha raggiunto) e mi ha afferrato per un braccio e mi dissi: “Cunce’, ti dicu di veniri a dormiri e di zittiriti pi l’urtima vota (Concetta, ti dico per l’ultima volta di venire a dormire e di stare zitta)!”. E io: “No, non vengo! Me ne vado”. E lui arrè (di nuovo): “Cunce’ ti dissi…”. Uguali a prima (la stessa cosa di prima). Pariva un discu ruttu (sembrava un disco rotto). Ma io ero terribile, ah!»
«Irremovibile, eh?»
«Esatto. Irrimovibbili»
«E com’è finita?”»
«Lui mi ripitì a stessa cosa atri du voti (lui mi ha ripetuto la stessa cosa altre due volte) e io ci dissi di no. A quel punto mi va vota un timpuluni ca mi firriò la testa (a quel punto mi ha dato un tale ceffone che mi è girata la testa)!»
«Dio santo! E tu?»
«E io? Io mi sono calmata e sono andata a dormire».

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