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Ho millantato credito?

 

Il 16 luglio 2013 ho millantato credito. Una laureata in logica però non poteva che ravvisare il paradosso in quella dichiarazione mendace. Un paradosso che si sarebbe potuto risolvere in breve: bastava rendere vera la proposizione.
Stavano operando uno dei miei cani. In sala d’attesa c’era un’altra persona, un uomo più o meno della mia età. Anche il suo cane era in sala operatoria. Io ero nervosa, lui sereno. Mi guardava sorpreso e io lo guardavo sorpresa. Sì, perché chi ha adottato un cane non può non aver paura di perderlo. Poi una signora appena entrata si mise a parlare della caccia, dell’assurdità di chiamare sport un’attività che prevede la morte e la sofferenza di altri esseri viventi. L’uomo intervenne: “Stia attenta a quel che dice, signora, io sono un cacciatore”. Immediatamente non gli credetti, pensai stesse scherzando. Era vero, il suo cane in sala operatoria era stato addestrato per la caccia e ci teneva a non perderlo; esattamente come io tengo a non perdere il mio cellulare, pensai ingiustamente (bisogna infatti sempre riflettere sine ira et studio, a me non riesce quasi mai).
“Certo, ammetto che ci vuole coraggio a fare quel che fa lei. Io non riuscirei mai a sparare”, disse la signora per giustificare la sua precedente critica.
Poco apprezzo chi non ha il coraggio delle proprie opinioni come la donna in questione.
“Coraggio?”, replicai io. “Di quale coraggio sta parlando? Che tipo di coraggio ci vuole a stare di fronte a un essere indifeso, stringendo un’arma da fuoco, se non quello della codardia?”.
Il cacciatore mi guardò, interpretando in modo inequivocabile il disprezzo stampato sul mio volto.
“Lo sa come si fanno gli insaccati? Tutti quei bei prosciutti profumati, per esempio? Io accetto le critiche soltanto da chi è vegetariano”, disse il cacciatore sfidandomi con lo sguardo.
“Lei è vegetariana?”.
Non esitai. “Lo sono”, risposi.
Stavo millantando credito. Stavo millantando credito?
Qualche tempo fa avevo scritto che per essere felici basta dirlo, che la potenza del linguaggio è tale da avere effetti reali. Così è stato. Avevo millantato credito o era vero? Non era il passato a decidere ma il presente che si apriva al futuro. Dipendeva da me.
“Ma chi millanta credito, poi?”, pensai. Millanta credito colui che ritiene importante, rilevante, notevole un ruolo che non ricopre e che finge di ricoprire. E questo ruolo -notevole, rilevante, importante- che cosa bisogna fare per acquisirlo? Null’altro che abitarlo, viverlo, farlo proprio, divenendo vegetariano, nel mio caso. E come si diviene vegetariani? Semplice: in un attimo qualsiasi, in un istante che chiude il passato e apre il futuro. Avevo trovato il mio istante. Quel credito mi apparteneva, non lo millantavo. Ero fuori dal paradosso.
Andai a casa e dissi ai miei figli che ero finalmente riuscita a diventare vegetariana. Era più di un anno che riflettevo, che dialogavo con loro sulle ragioni, che riducevo l’acquisto di carne e pesce. Il mio istante decisivo mi aveva portato anche la comprensione totale, l’illuminazione definitiva. La ragione che cercavo da un anno.
Quando si ama ci sono mille motivi per farlo, ragioni che la stessa ragione non conosce ma che il nostro cuore si crea per rendere quel sentimento lapalissiano a noi stessi e agli altri. E quando non si ama è lo stesso: mille motivi ci inventiamo per giustificare il nostro disamore.
Io amo gli animali, amo gli esseri viventi di qualsiasi specie; credo nella natura, credo nel totale rispetto dell’altro, credo che alla mia morte ritornerò alla terra, credo di dover molto a questo mondo per avermi ospitata, credo che l’uomo si senta padrone di ciò che non gli appartiene: la terra non è sua, il mare non è suo, il cielo non è suo, gli alberi non sono suoi. Noi siamo ospiti esattamente come tutti gli altri esseri viventi. Prevaricatori, prepotenti, crudeli ma ospiti e parimenti animali. Vi potrei a questo punto elencare i miei mille motivi per essere vegetariana e gli altri mi elencherebbero i loro mille motivi per non esserlo, ma l’unica vera e grande ragione è l’amore. Null’altro. Un amore che mi fa sentire migliore. Non è forse vero che quando si ama ci si sente migliori? Io cercavo una ragione definitiva per diventare vegetariana, una ragione che più di ogni altra mi avrebbe consentito di non tornare più indietro. Era in me, dentro di me. Da sempre. Pensare che è stato un cacciatore a tirarla fuori.

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