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Io e Facebook

 

UnknownQualcuno ha detto che fb è una fogna ed è per questo che si è cancellato. Io ci penso da tempo. Ancora non l’ho fatto. Il perché non mi è chiaro. Mi chiedo se si tratti di convenienza. Ma perché dovrebbe convenirmi? Non è questo il motivo. Forse la ragione per cui ancora sono qui sta nel fatto che mi rendo conto che l’aggressività che riscontro su fb non è inferiore a quella che leggo in rete. C’è una differenza. Lo so. Qui ti coinvolge di più. So per certo che molte delle persone che inveiscono o deridono o offendono in questo social network se avessero i volti dei destinatari davanti non lo farebbero, altrimenti non si spiega perché la gente non sia in grado di compiere la minima azione civile, il minimo atto di ribellione quando si trova in situazioni che lo richiedono. E’ dunque pura aggressività, senza scopo, senza fine, se non quello di sapere di poter tirare la pietra e poi nascondersi dietro il monitor. Non c’è una ragione che possa giustificare questo livello. Ho raccolto tanti di quei commenti che c’è da mettersi le mani ai capelli. La gente qui è disposta a dimenticare tutto -famiglia, amicizia, eleganza, gentilezza, diplomazia, giustizia, fatti- pur di dimostrare la propria forza o la propria ragione. Senza argomentazioni, solo esclamando o urlando o inveendo. E’ la storia dell’umanità. Di quell’uomo “buono” di Rousseau, che certamente quando scriveva era sotto l’effetto di droghe pesanti che gli facevano vedere il mondo come una giostra. Impazzita, aggiungerei io. Impazzita, perché la pazzia è l’incapacità di stare alle regole civili che ci siamo inventati per tenere a freno la nostra naturale cattiveria, il nostro innato desiderio di sbranare l’altro.

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