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Habemus papam

 

Il conclave è riunito. Sta decidendo la nomina del nuovo papa. Piazza San Pietro è gremita. La gente ha gli occhi puntati sul comignolo. Fumata nera. Fumata bianca. Il protodiacono annuncia l’elezione dalla loggia di San Pietro. Habemus Papam. Ma il nuovo papa, seduto in attesa di rivolgersi ai fedeli per la prima volta, si mette a urlare. Non ce la fa. Scappa. Persino uno psicanalista –un simpatico Nanni Moretti- tenta di farlo ritornare in sé. Nonostante infatti l’assoluta intransigenza della chiesa sulla questione psiche –per loro la mente è l’anima e non si discute-, lo specialista viene comunque interpellato affinché faccia l’impossibile per risolvere l’incresciosa situazione. Lo psicanalista consiglia di far vedere il Santo padre dall’ex moglie, anche lei una bravissima psicanalista -afferma il borioso dottore – anche se fissata con il deficit di accudimento. In quell’occasione il papa se la darà a gambe levate sfuggendo a tutti i controlli. Nel frattempo i cardinali, nella speranza che il pontefice si stia rimettendo -come fa loro credere il portavoce- decidono di darsi a un torneo di pallavolo, diretto e organizzato dallo stesso psicanalista che confessa, durante una partita a carte, che l’ex moglie gli manca molto. Tornerà il papa dai suoi fedeli? L’uragano che si è abbattuto sul Vaticano rientrerà?
I cardinali in questo film sembrano dei ricchissimi preti di campagna. Fuori dal mondo e dal tempo, ma dolci, assennati e persino saggi. Invece, lo sappiamo tutti, sono una delle caste più ricche e potenti del mondo. Difficile immaginarli mentre si comportano come dei nonnini. Eppure questo film è simpatico, divertente, misurato e intelligente. Una commedia all’italiana di buon gusto, come se ne sono viste poche negli ultimi anni. Immaginare questi uomini potenti che pensano, sperano e pregano sul serio durante il conclave affinché non vengano scelti come pontefici è davvero difficile. Eppure ci sta. L’impegno del capo della chiesa cattolica è molto gravoso di questi tempi. Chi vorrebbe essere al posto di Ratzinger tra tutti quei cardinali che fanno la bella vita? Nessuno ovviamente. Non c’è alcun dubbio. Al di là della questione prettamente politica però, quel che convince di questa pellicola è la simpatica prospettiva da cui Moretti guarda i vertici della chiesa cattolica. Sembrano persino innocui, infantili, estranei alla vita e alla quotidianità, questi porporati. Alla lettera, fuori dal mondo. Folli, se la vogliamo dire tutta. Sembrano persino disponibili al martirio, come il colore delle loro vesti vorrebbe farci lasciar intendere, questi uomini di alto rango. D’un tratto, mentre si sta guardando il film, tutto appare più chiaro, si capisce un po’ di più del Vaticano. E così la chiesa romana sembra stare al popolo italiano esattamente come la monarchia dei Windsor sta al popolo inglese: pittoresco affresco della nostra nazione, originale retaggio di un Paese antico, folcloristica esibizione del nostro elevato patrimonio spirituale. Mentre il mondo muore di fame, i cardinali della chiesa cattolica vanno per il mondo cercando i migliori bar in cui far colazione, le migliori stoffe con cui allestire i loro abiti sontuosi e non disdegnano qualche psicofarmaco per dormire la notte, qualche stravagante gioco moderno per dimenticare che al di là del loro muretto dorato il mondo va in malora, al di là c’è l’inferno e che al paradisiaco aldilà possono crederci soltanto loro che già lo abitano.
Quale fosse l’intento di Moretti quando ha deciso di girare questo film non si intuisce dalla visione. Credo volesse soltanto riflettere sulla chiesa cattolica senza acrimonia, con il gusto divertito di un ateo di sinistra che preferisce pensare che ognuno può far quel che vuole, anche il cardinale se ci riesce, se non addirittura il pontefice. Il problema vero semmai sarebbe un altro: che cosa accadrebbe se nessuno volesse più fare il papa?

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Habemus Papam

Regia di Nanni Moretti
Soggetto e sceneggiatura di Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli
Con: Michel Piccoli (Cardinale Melville / il Papa), Nanni Moretti (lo psicoanalista Brezzi), Margherita Buy (la psicoanalista), Jerzy Stuhr (il portavoce Marcin Raijski), Renato Scarpa (Cardinale Gregori), Franco Graziosi (Cardinale Bollati), Camillo Milli (Cardinale Pescardona), Roberto Nobile (Cardinale Cevasco).
Italia, 2011

 

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