473 views

Approdi (al) Funduk. Video e fotografia

 

(Pubblicato su Alcinema.org il 18 agosto 2012)

Le serate akragantine al Funduk – Approdi (al) Funduk (di cui vi ho dato notizia in un altro articolo)- hanno dato il via al dialogo con grandi fotografi siciliani, noti a livello nazionale, per indagare un ambito del visuale la cui dignità artistica è ancora poco nota: il video. Il 27 luglio se ne è parlato con un maestro d’eccezione, Tano Siracusa, il quale si è cimentato nel montaggio di alcuni video -presentati durante la serata- relativi a sette portfolio ormai noti, a cominciare da Con i suoi occhi.

«Il video sta al confine, in uno spazio di transizione tra la fotografia e il cinema, tra il carattere discreto delle foto e quello continuo della sequenza filmica. Come al cinema, davanti a un video, siamo già dentro la cornice, il mondo è stato neutralizzato, sospeso, messo tra parentesi. Ed è in fondo quello che accade osservando delle fotografie: le vediamo immerse nel flusso della nostra esperienza sensoriale, visiva ma anche acustica. Per ‘guardarle’ dobbiamo astrarle dal contesto, costruire attorno a esse una cornice ideale».

Nella cultura del visuale, il video occupa una posizione immeritata ma poco opinabile poiché è ancora troppo limitato il numero di artisti che hanno indagato fino in fondo il territorio di confine che esso abita; un territorio «all’apparenza povero di risorse linguistiche», sostiene Siracusa. È proprio per questo però che «viene una gran voglia di andare a vedere che cosa c’è oltre».
I sette video presentati al Funduk –Ad Agrigento, Essaouira, Argentina, San Leone, Altri sud, San Calò, Con i suoi occhi– sono stati realizzati da Siracusa in una decina di giorni. Cimentarsi nel montaggio ha permesso all’artista di esplorare le potenzialità del mondo del video e il livello di artisticità necessario per la realizzazione della sequenza.
Il fotografo ha tentato di limitare l’autoritarismo emotivo del flusso musicale, che impedisce spesso a quello visivo di poter cogliere la qualità delle fotografie montate. Per non rischiare di costringere le immagini a una funzione meramente illustrativa della musica, Siracusa ha così inserito qualche piccolo delay visivo, che sveglia lo spettatore costringendolo a una decodifica personale della visione: un modo per limitare il dispotismo acustico del linguaggio del video attraverso volute eccezioni al rigore del montaggio.

«Il video sottrae le parole alla fotografia –la didascalia o il testo esplicativo. Esso dunque da un lato toglie un elevato coefficiente di informazioni di tipo razionale e dall’altro aggiunge la musica che orienta l’osservatore verso una decodifica emozionale delle immagini. Il linguaggio del video è perciò molto più autoritario di quello di una mostra: vedi le immagini per la durata, nella successione, dentro il movimento e con la musica che io ho scelto per te. Eppure paradossalmente esso è anche più libero proprio perché deraglia dai binari della comunicazione logico-razionale».

Sebbene alcune delle musiche siano state scelte dal fotografo per contrasto e altre per affinità con i contesti mostrati dalle foto, la ratio che Siracusa ha perseguito è stata di prediligere la musica che maggiormente riflette la percezione che egli stesso ha “sentito” dei luoghi o degli eventi fotografati; percezione che, secondo Siracusa, le foto senza il supporto musicale potrebbero non riuscire a suggerire. Spesso così le note immergono le immagini in un’atmosfera straniante, se non addirittura spiazzante, pur se sempre plausibile. Dai video presentati emerge l’anima bressoniana di Tano Siracusa, votata al reportage fotografico e dunque più affine ai docuvideo piuttosto che al cliché forse troppo prestrutturato dei video musicali.
I sette portfolio utilizzati per i video –in parte visibili sul sito del fotografo- sono superlativi. Non possiamo limitarci a dare un’occhiata quando siamo di fronte agli scatti di Siracusa: le immagini ci attraversano, rendendoci abitanti di uno spazio-tempo non nostro e abitati dagli sguardi, dai luoghi, dalle atmosfere, dalle architetture che in quelle foto, per dirla con Valery, cantano. Cantano a tal punto che forse nei video la musica sembra a volte spiazzante perché la melodia che le immagini diffondono è impareggiabile, perché l’armonia di ciascun portfolio nasce da un ritmo connaturato che non può essere piegato da ragioni tecniche.

Il 31 agosto alle ore 19.30 la conversazione con i maestri della fotografia continuerà con l’intervento di Franco Carlisi e la presentazione di alcuni video fotografici. Non mancate.

****************************************
Approdi (al) Funduk
Rassegna culturale di cinema, teatro e fotografia
A cura di Beniamino Biondi, Francesco Catalano, Lia Rocco, Tano Siracusa
Con la collaborazione di Francesco Siracusa
Sede: Il Funduk, via Santa Maria dei Greci, Agrigento
Promotore e organizzatore: Associazione culturale LABmura
Dal 21 luglio al 12 ottobre  2012
Ingresso gratuito

Video e fotografia (I parte)
Conversazione con Tano Siracusa e proiezione dei video

Ad Agrigento, Essaouira, Argentina, San Leone, Altri sud, San Calò, Con i suoi occhi
27 luglio 2012

www.tanosiracusa.it
Video: San Calò

Questa voce è stata pubblicata in Fotografia e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *