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Meravigliato paesaggio: la scoperta della Liguria e i fotografi dell’Ottocento

 

(Pubblicato su Teatro.org il 5 maggio 2012)

Domani, 6 maggio 2012, ha termine la mostra Meravigliato paesaggio a Palazzo della Meridiana, curata da Pietro Boragina e Giuseppe Marcenaro. La proroga alla chiusura, di quasi un mese, è stato un gran bene perché il percorso fotografico che offre è di altissimo livello. Si tratta di dagherrotipi, lastre al collodio e stampe all’albumina. Circa 120 fotografie in originale dell’Ottocento, che ritraggono soprattutto paesaggi e vie cittadine. La primissima immagine di Genova è proprio il dagherrotipo di un anonimo, datato 1840, tre anni dopo dunque l’invenzione della dagherrotipia. E non poteva mancare Alfredo Noack, uno dei pionieri della fotografia che ha fatto di Genova, delle sue vie e della riviera ligure i suoi soggetti preferiti. Ma oltre a Noack tantissimi altri sono i nomi, più o meno noti nella storia della fotografia, presenti alla mostra: Adolphe Bernoud, Adolphe Godard, Giovanni Battista Sciutto, Jean Giletta, Francesco Ciappei, Celestino Degoix.
La bellezza di queste foto davvero è giocata intorno a un paesaggio che meraviglia e che è meraviglioso, tanto da farsi vivo, da farsi esso stesso soggetto e oggetto della visione: meravigliato di se stesso e della sua potenza e di quante emozioni attraversino il visitatore al suo cospetto. E chi guarda vede diversa la propria città, mentre si fa adulta e si apre a un mondo nuovo, che in quelle foto è antico -sì- ma in movimento verso il futuro; chi guarda vede trasfigurata la propria città, all’alba e al tramonto di un secolo che respira e dice di sé tra quelle vie e quei panni stesi e quella gente; chi guarda non vede la propria città, ma sa che è lei, sommersa da una bellezza antica, spesso color seppia, che profuma. E tutto parla e nulla sta immobile e niente è morto, nonostante sia un tempo altro, andato, finito. Eppure è lì, che aspetta placido, sereno, persino inesistente, il proprio riconoscimento, meravigliando chi osserva con il meraviglioso passato che offre. Questa mostra appassiona, perché il visitatore attento ed esperto non può non soffermarsi su quelle ombre che spesso compaiono nelle stampe. Erano considerati difetti da quegli antichi fotografi, dovuti a qualcuno che non era stato abbastanza fermo o a un cattivo calcolo di esposizione. All’epoca ci voleva tempo per cogliere l’attimo. Oggi invece quelle ombre, quei fantasmi, costituiscono la cifra delle foto presenti alla mostra; e meravigliano. L’Ottocento è il secolo in cui la fotografia –appena nata, molto criticata, ma in continuo sviluppo- spinge la pittura ad affrancarsi dalla mimesi e dalla forma, che lentamente sfuma, si fa imprecisa, sbiadisce. E sarà necessario più di un secolo prima che la fotografia comprenda che il mosso, che crea i fantasmi, le ombre, restituisce anche il movimento e soprattutto il tempo che passa; prima che si comprenda che non è dunque un difetto ma una tecnica, che fa della foto ciò che è: non un fatto ma un’interpretazione.
Ad oggi più di cinquemila visitatori hanno percorso le sale del Palazzo della Meridiana godendo delle splendide immagini della mostra. Non è poco, ma non è abbastanza perché molta più gente dovrebbe visitarla, dovrebbe confrontarsi con la realtà che appartiene alla sua storia, dovrebbe gettare un’occhiata al passato. Un dovere che nasce dalla necessità, che –oggi più che mai- ognuno avverte, di voler comprendere il presente, per essere consapevole soprattutto dello scempio del presente e ricordarsene. Ha ben ragione Davide Viziano, Presidente dell’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana: «La bellezza delle immagini che sono state ritrovate in giro per l’Italia apre un interessante spaccato su angoli della Liguria e di Genova sia sconosciuti che, in qualche caso, ritrovati. Il nostro territorio è ricco di inaspettate sorprese talvolta gelosamente custodite e, ahimè, talvolta invece scomparse».
Per chi ancora non ha visitato la mostra si consiglia di approfittare almeno dell’ultimo giorno.

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Meravigliato paesaggio: la scoperta della Liguria e i fotografi dell’Ottocento
a cura di Pietro Boragina e Giuseppe Marcenaro
Palazzo della Meridiana
Genova
dal 2 febbraio 2012 al 6 maggio 2012

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