464 views

Cinquantacinquedicinque. Visione delle Cinque Terre

 

La libreria Mondadori di via XX Settembre a Genova ha un suo “cantuccio”, neppure piccolo, in cui è possibile raccogliersi insieme con autori, presentatori e relatori e ascoltarsi e dialogare e conoscersi facendo vera cultura, cosa ormai rara. Un po’ come ai tempi della Feltrinelli prima del rinnovo dei locali. E ovviamente sto parlando di librerie e non di case editrici. Parlo di luoghi di incontro, luoghi in cui sostare diversamente, in cui raccogliersi laicamente. Insomma, il 22 marzo 2012 alla libreria Mondadori hanno presentato il volume di fotografie, per i tipi De Ferrari, di Gianalberto Righetti, il cui titolo –lo ammette lo stesso autore- è simpaticamente impronunciabile: Cinquantacinquedicinque. Lo salva però il sottotitolo –Visioni delle Cinque Terre– che ne spiega gli intenti. La sala era piena e a condurre un giornalista e traveller writer di grande notorietà: Pietro Tarallo. Righetti, ingegnere, da più di un decennio appassionato di fotografia, è stato introdotto nel mondo del visuale dal padre. Poi negli anni Novanta la prima personale in una galleria di Firenze, a cui ne sono seguite ben dieci altre e dieci collettive. Oggi è un fotografo affermato. Questo è il suo secondo volume e mentre il primo riguardava i luoghi del Salento, Cinquantacinquedicinque riguarda le Cinque Terre, di cui durante la serata si è parlato a lungo esaltandone non soltanto la bellezza ma anche la ricostruzione dopo l’alluvione del 25 ottobre 2011.
La fotografia di Righetti è naturalistica, ma dell’autore durante la presentazione è emerso l’animo bressoniano. Cogliere l’attimo è il suo obiettivo, sebbene certo per fare opera d’arte non mera rappresentazione del reale. Non fa moltissimi scatti perché cerca, per quanto possibile, di intervenire poco in postproduzione e di avvicinarsi già durante lo scatto al risultato finale: «Tendo a fare un fotogramma digitale che sia il più vicino possibile alla resa finale, all’immagine che avevo in testa». Usa sì una sua tecnica –prospettiva grandangolare, sottoesposizione, uso di filtri polarizzatori, mai il flash- ma aggiunge che avere una tecnica o semplicemente conoscerla serve soltanto il 10%. E il resto? Nessuno glielo ha domandato, ma era chiaro. Il restante 90% fa la differenza tra il fotografo e il mero esecutore di immagini tecniche. Quando Tarallo si è soffermato sull’animo sensibile del poeta che emerge in Righetti -tale che il fotografo ha scelto di far sposare le sue foto con la poesia-, l’autore ha spiegato che considera suoi ispiratori Montale e Dickinson. E del grande poeta genovese ha letto alcuni versi de I limoni, manifestando la propria vicinanza anche alla poetica montaliana “dell’eccezione”: nella ricerca della verità, Montale ritrovava il miracolo nelle cose semplici, nei dettagli, rivendicando il ruolo dell’eccezione nel fluire dei grandi eventi, come ciò che seppur all’apparenza insignificante può spiegare l’intera realtà contestuale. Righetti ha spiegato come sia tecnicamente possibile fare del dettaglio il contenitore significante dell’intero fotografato, facendo in modo che esso dica se stesso per il tutto.
Grazie a Pietro Tarallo abbiamo avuto modo di conoscere questo artista genovese che nel futuro prevede di dedicarsi al reportage e di fare altri video e di scrivere lui stesso i testi da associare alle fotografie. Avrà modo di prendere una decisione. La voglia di fare non gli manca di certo. E la bravura neppure. E grazie alla libreria Mondadori di Genova abbiamo potuto lodare i risultati del cammino venticinquennale della casa editrice De Ferrari. Conoscere la ricchezza culturale del nostro territorio è un modo per difenderlo sia dagli scempi naturalistici sia dalla volontà mistificatrice di una sottocultura purtroppo dominante.

*************************************
Presentazione alla Mondadori
22 marzo 2012
Gianalberto Righetti
Cinquantacinquedicinque. Visione delle Cinque Terre

De Ferrari
Genova 2011
Pagine 79
Costo 25,00 €

 

Questa voce è stata pubblicata in Fotografia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *