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Vita pensata, N. 14, Marzo 2012

 

Cari amici,
vi segnalo l’uscita del numero 14 di Vita pensata dedicato al cinema e a molto altro.
Dal numero precedente sono passati alcuni mesi e nel frattempo abbiamo modificato la grafica, abbiamo aggiunto la possibilità di navigare (nel file pdf e swf) tra l’indice e i vari articoli, abbiamo inserito un portfolio dedicato a due fotografi (Lillo Rizzo e Tano Siracusa). Altre novità le scoprirete, se vorrete, da voi.
Un abbraccio,
Giusy

Indice di marzo

I miei contributi
Cinema/Mondo (editoriale con Alberto Giovanni Biuso)
, in “Vita pensata”, N. 14, Marzo 2012, p. 4.
(a cura di) Distruzione e progetto. Dialogo con Nicola Emery, ivi, pp. 29-39.
Van Gogh, Gauguin, il viaggio
(con Alberto Giovanni Biuso), ivi, pp. 48-50
Artemisia
(con Alberto Giovanni Biuso), ivi, pp. 50-51.
La Boheme
, ivi, pp. 54-55.
Roméo et Juliette
, ivi, pp. 56-57.
Van Gogh e il viaggio di Gauguin
, ivi, pp. 68-72.
Cézanne. Les ateliers du midi, ivi, pp. 76-78.

 

 

 

 

 

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3 risposte a Vita pensata, N. 14, Marzo 2012

  1. diegob scrive:

    ho già letto (per la verità due volte, alla prima lettura non risco mai ad efferrare il senso complessivo) Van Gogh, Gauguin, il viaggio

    come sempre, tu e alberto riuscite ad afferrare quel che è difficile scrivere intorno alla grande pittura, cioè il fatto che un quadrodi quel livello è nel contempo un evento temporale storico, cioè riferibile alla vita dell’artista, alla sua vicenda biografica e al tempo in cui si è incardinata ma, è anche un evento temporale vivo che accade ora, adesso se è capace di scandagliare sensazioni e percezioni profonde

    ma l’opera è anche una sferzata al guardare sonnacchioso e banale, se è una grande opera in qualche modo risveglia un vedere che ha spessore, si vedono i colori, le forme ma soprattutto si vede, si vede l’esperienza poetica del vivere

    gli artisti, i grandi artisti hanno questo di particolare: è intenso, intenso a volte oltre la sopportazione possibile, il senso dell’esperienza dell’esistere

    certamente la parola viaggio è per sua natura un po’ troppo ubiqua ed estensibile, ma direi che, come sempre del resto, tu cara giusy, con l’apporto del poeta e filosofo (l’ordine è voluto) alberto, siete riusciti ad afferrare quello snodo, quel crogiolo, così bello ma che fa quasi paura, che è l’arte e il suo contatto

    certamente linea d’ombra è un marchio di qualità, questo non ci piove

     
  2. Giusy Randazzo scrive:

    Caro Diego,
    sai che mentre ti leggevo ho ritrovato molto di Alberto nella tua scrittura? Incredibile davvero. Amo molto quella mostra, Diego. L’ho vista quattro volte e la conosco quasi quanto Goldin :-). Reputo il lavoro di questo studioso magnifico e il suo saggio/catalogo è talmente ben scritto che spesso ho chiamato Alberto al telefono per far godere anche lui della lettura. Mai letto quasi quattrocento pagine di arte scritte con quell’intensità e quel rigore. Spero di poterlo conoscere e stringergli la mano di persona. Ho visitato tante mostre e letto i relativi cataloghi. Quello di Marco Goldin era non soltanto intensissimo ma anche “coraggioso”, come la mostra. Ha messo insieme, accanto, a pochi centimetri autori distanti nel tempo, nello spazio e persino nello stile. La mostra sarà a Genova sino al primo maggio. Se vorrai venire ti accompagno personalmente. Se poi vorrà venire di nuovo anche Alberto sarebbe una bella occasione per incontrarci di persona finalmente. Sono certessima che a lui non dispiacerà vedere di nuovo la mostra.
    Un caro saluto,
    Giusy

     
  3. diegob scrive:

    grazie carissima, così su due piedi non posso fare programmi perchè ho diverse faccende familiari da sistemare (per fortuna non sono malattie, ma questioni di lavoro e sistemazione della mia ormai adulta prole…)

    però, se dovessi fare un salto a genova, sicuramente ti avverto

    è evidente che leggendo i libri di alberto, ne traggo benefiche influenze sulla mia scrittura, anche se, oso affermarlo, c’è anche una quale affinità di partenza, nel senso che leggendolo, talvolta, ho pensato «anch’io avrei detto così»

     

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