1.645 views

Il brindisi vile ai morti della Concordia

 

Ho provato a scrivere questo articolo decine di volte. Non so da dove iniziare. Non so come spiegare il mio disappunto e come rendere la terribile rabbia che mi ha assalito tre giorni fa, il 18 febbraio 2012.
I fatti.
È sabato sera. Porto antico, Genova. Il locale è di lusso. Di quelli in cui i camerieri appena entri ti prendono il cappotto; in cui ti servono l’acqua nel bicchiere appena la ordini; in cui ti spostano la sedia appena accenni a volerti accomodare. Insomma, una cena di quelle che appena esci pur essendo sazio ti senti in qualche modo “alleggerito”. Io e la mia famiglia eravamo finiti lì per caso, per sfuggire alla folla che sentivamo alle nostre spalle, minacciosa del nostro benessere. D’altronde ogni tanto bisogna concedersi qualche eccesso. Quattro coppie, che continuavano senza sosta a bere e a far baldoria, erano sedute intorno a un grande tavolo, all’angolo sinistro, proprio all’entrata della sala, abbastanza accogliente. Si trattava senza dubbio di riccastri sia da come si atteggiavano sia da quel che dicevano brindando. Parlavano infatti di milioni di euro. E poi nominavano Schettino. Era difficile far finta che non esistessero o non ascoltarli perché urlavano. I camerieri erano molto imbarazzati, a tal punto che spesso si avvicinavano agli altri tavoli per scusarsi del gruppo. Tra i quattro uomini, quello seduto a capotavola doveva essere l’anfitrione. Parlava con sicurezza, dava ordini ai camerieri, ricordava agli amici la crociera dei prossimi mesi a cui non avrebbero potuto mancare. Insomma, era il capo, il ricco, quello felice per qualcosa andato in porto, l’organizzatore della cena che insieme con gli altri stava brindando a questo qualcosa, forse i 14 milioni di euro che abbiamo sentito nominare. Fino a quel punto, pur non potendo fare a meno di recepire le loro frasi urlate, io e la mia famiglia continuavamo a ridere –anche di loro, lo ammetto- ma in fondo pensavamo alla nostra serata sempre meno rilassante.
Poi è stato il turno dei sigari.
Qualcuno del gruppo tira fuori dei sigari. Li distribuisce. Ognuno di loro ne ha uno in mano. Lo odorano, si comportano come se maneggiassero un fallo anche negli atteggiamenti con le donne, fino a quando uno dell’allegra brigata, scuro in volto, basso e brutto, decide di accenderlo. I camerieri arrivano. Lo invitano a uscire. Il tipo passa davanti a noi col sigaro fumante. Sbruffone, gradasso, spaccone. Stupido, insomma. Va sul terrazzo. I camerieri si precipitano al nostro tavolo e ancora una volta si sprecano in scuse. Ancora una volta le accettiamo sorridenti. Non nascondo che i giovani camerieri sinceramente imbarazzati mi facevano tenerezza.
-Stiamo cercando di velocizzare quel tavolo. Noi non li conosciamo. Hanno prenotato. Purtroppo non possiamo sapere con chi abbiamo a che fare.
E la sala? La sala è piena, ma comincia a svuotarsi. Ci sono ancora altri due tavoli oltre a quello nostro e a quello del gruppo. Il nanetto col sigaro rientra. Va a tavola. Sono tutti ubriachi. Si alzano per brindare nuovamente. E poi di nuovo. E il nanetto urla per ben due volte:
-Fanculo ai morti della Concordia! Fanculo ai morti della Concordia!-.
E brindano.

Ecco, a questo punto io non ho più potuto far finta di non sentire. Avrei voluto andare al tavolo e schiaffeggiarli, ma i miei mi hanno pregato di non farlo. Così mi sono limitata a urlare, rivolgendomi a tutto il ristorante. Il capocameriere è venuto da me. Ha continuato a scusarsi. Io ero fuori di me. Siamo andati via subito dopo.
A mio parere quei tipi avevano a che fare con la tragedia del 13 gennaio 2012. Non so come e non so in che modo e non potrei affermarlo o dichiararlo. Ma, a rischio di prendermi una querela per violazione della privacy, pubblico queste poche foto che sono riuscita a scattare, in cui però l’ometto ridicolo e idiota che ha urlato la frase non si vede. L’ho aspettato, ma come la maggior parte del gruppo di spacconi non è tornato dal bagno o si è intrattenuto a fumare il sigaro sul terrazzo. L’anfitrione si vede male. È in piedi nella quarta, nella quinta e nella sesta foto. Sono disponibile a farmi querelare, ovviamente. Dovranno così dirmi chi erano questi pezzi di merda che insieme al nanetto hanno brindato ai morti della Concordia. Insomma, sono disposta persino a pagare pur di far conoscere i loro volti all’Italia.

Questa voce è stata pubblicata in Temi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

21 risposte a Il brindisi vile ai morti della Concordia

  1. archer scrive:

    Condivido questa sana collera che troppo spesso siamo obbligate a reprimere! Suggerisco che con le tue foto ti rivolga a dei giornalisti: almeno per una volta invece di fare gli avvoltoi che volano intorno ai cadaveri, possono dare una mano a indagare su altri avvoltoi…
    Ed ecco dove conduce la sacrosanta libertà!!!

     
  2. Mario scrive:

    Come si fa a commentare?
    Cosa serve commentare?
    Come può il disgusto sollecitare il pensiero?
    Grazie per il tuo senso civico,il coraggio,la coerenza.

     
  3. Fabrizio scrive:

    Non si può commentare,solo una mia personale nota:coloro i quali hanno brindato ai poveri morti,hanno un nome ben preciso… “Pezzi di Merda”.

     
  4. giovanna scrive:

    Condivido la tua rabbia giusta.Considero questi esseri alla stessa stregua di coloro che si sono permessi di mettersi in posa dinanzi alla nave agonizzante e si sono fatti il book fotografico quasi come se stessero fotografando un monumento non curandosi minimamente del fatto che ci sono ancora dei dispersi all’interno di questo gigante di ferro che galleggia sull’acqua.Che dire? Mi vergogno per loro!!!

     
  5. Maria Grazia Forzisi scrive:

    Rimango basita da quanto letto, a che può punto può arrivare l’essere umano? (anche se sarebbe il caso meglio chiamarlo “disumano”)… Ancora una volta Giusy sei stata “Grande” pensiero e azione “all’unisono” …..!

     
  6. Andrea Ferroni scrive:

    Brava Giusy, mi auguro anch’io di riuscire a trovare sempre la forza di indignarmi e di esprimere ad alta voce il rifiuto per queste manifestazioni di disumanità.

     
  7. Silvia Ciappina scrive:

    Ogni commento risulta superfluo: questa gente (e ne esistono innumerevoli esemplari)
    rappresenta il nulla, il vuoto assoluto, corpi senza anima e mente, automi privi
    di individualità e coscienza di sé.
    Comportamenti del genere non vanno sanzionati con il pensiero né’ con i
    commenti indignati: la denuncia che tu hai fatto implica il passaggio fondamentale all’azione, questi individui che si muovono e agiscono in gruppo vanno
    isolati socialmente, pertanto spetta ai “sani” (concetto che detesto ma in questo
    caso ci sta tutto) sviluppare gli anticorpi e le difese contro tali parassiti.
    Imparare a disobbedire al velenoso conformismo del silenzio.

     
  8. giuseppe scrive:

    Non si tratta di essere codardi, ma occhio i commenti quando non sappiamo con quale persone abbiamo a che fare: le loro reazioni potrebbero essere molto ma molto violente.
    Suggerisco a Silvia e ad altri di valutare attentamente il gruppo di ricchoni…..

     
  9. Franco Fasulo scrive:

    Semplicemente banali nel loro essere pezzi di merda.

     
  10. Leggere quanto scrivi è onestamente raccapricciante, mi chiedo come certa gente possa utilizzare le disgrazie altrui come oggetto di brindisi … ogni giorno da quando è successa la tragedia della nave Costa il mio pensiero più profondo e intimo ricoperto da immenso dolore va alle vittime e ai familiari. Come può esistere gente del genere?! Ci potrebbe essere l’attenuante, perché erano brilli? No cari miei certe cose non possono uscire dalla bocca se prima non transitano dal cuore e dalla mente! Allora che dire? Nulla! A parte avere pietà per le loro anime!

     
  11. Silvia scrive:

    A Giuseppe: non si tratta di valutare le persone bensì i fatti, quello che
    e’ stato raccontato e’ un fatto: non ho ragione di dubitare della
    testimonianza di chi vi ha assistito. Senza accertamento dell’identità di
    costoro, non credo vi sarà minaccia di querela (e lo spero per
    Giusy).

     
  12. Diego Randazzo scrive:

    Stupidità e inciviltà sono una coppia di fatto.

     
  13. mariella celauro scrive:

    Mai aver paura di esternare la propria indignazione,costi quel che costi!
    Brava!Sono fiera di essere tua madre!

     
  14. Caterina Montalbano scrive:

    Mi ci sono voluti due giorni per riuscire a scrivere qualcosa su questo terribile racconto. Oggi apprendo che il corpicino della piccola Dayana è stata ritrovato e dunque, il fatto accaduto sabato sera mi indigna, se possibile, ancora di più. Ho pensato alle vittime, ai dispersi, e soprattutto a lei tutti i giorni e tutte le notti. Le ho mandato carezze di mamma ogni volta che accarezzavo mio figlio. Mi piaceva immaginarla ancora viva, in un angolo della nave, al sicuro, con viveri, coperte e il suo papà accanto a raccontarle le favole. Poi questa visione ha perso consistenza ogni giorno sempre di più. A quel punto mi sono ritrovata a sperare che la piccola fosse stata portata via da quella coppia di spagnoli con cui era stata vista l’ultima volta, sì, proprio così. Avevo sperato che fosse stata rapita da un’altra famiglia, tutto, pur di non saperla morta. Ma ora che la tragedia si svela nella sua cruda realtà, il solo pensiero che qualcuno possa aver brindato a queste morti innocenti mi sprigiona dentro un odio, una rabbia che mi fa contorcere lo stomaco. C’è poco da dire. Di sicuro i 14 milioni hanno un nesso logico con la tragedia della Concordia, e per questo vorrei si potesse fare qualcosa. Che faccia di idiota ha quel cretino sullo sfondo, quello col maglioncino azzurro. Mi chiedo, anzi in questi casi ho la certezza che il demonio esiste, è lì dentro di loro. Che possano bruciare all’inferno per l’eternità perchè, sono certa, su questa terra è difficile ci sia giustizia.
    Io sono pronta a darti il mio sostegno per qualunque iniziativa cara Giusy. Ma credo ci sia ben poco da fare. Inutile dirti che se fossi stata con te, quella sera a cena, forse oggi non sarei qui a scrivere. Ma questo tu lo sai già. Coraggio dunque. Ci deve essere un modo!

     
  15. Non credo che si debba avere paura a rendere pubblico ciò che è accaduto in un ambiente “pubblico” credo debbano essere loro ad avere paura di essere smascherati! Di certo queste persone apparentemente “perbene” dovranno pensarci due volte prima di esprimere dissenso verso qualcuno che ha semplicemente preso le difese di chi oggi non può più difendersi. Certamente, semmai si dovesse sapere chi sono dovranno badare bene a quello che dicono o fanno altrimenti potrebbero finire nella parte di società meschina, cattiva e misera dalla quale la società perbene sta a debita distanza. Ritengo che tu Giusy non debba temere nulla! Sai sempre ciò che fai, è la tua infinita intelligenza e dignità che ti porta ad agire contro chi è indegno di vivere in questo mondo, certamente non sarà mai la conseguenza delle tue azioni a portarti a limitarle. La verità è che dovremmo prendere noi esempio da te e denunciare le porcherie che avvengono ogni giorno nel mondo. Il problema è che la maggior parte di noi è troppo impegnata a preoccuparsi per le cose di cui non dovrebbe preoccuparsi…

     
  16. Patrizia scrive:

    Io penso che queste”PERSONE”non hanno mai provato amore per nulla e per nessuno !Perchè solo la freddezza di un cuore che non ama ,può far trascendere un essere umano, in un tale marciume.Sei una grandeDonna Giusy.

     
  17. diego b scrive:

    non mi stupisco, cara giusy, «loro», sono fatti così

    mi interrogo però anche sulla motivazione del brindisi; io penso che potrebbe anche esserci un qualche collegamento;

    per esempio la paura che la tragedia, la colpevole tragedia della nave, potesse bloccare un qualche affare legato agli appalti sulle navi, oppure qualche contratto legato ad forniture nel catering o nel turismo

    «loro», quella razza lì, non gioiscono mai a caso, la loro volgarità è sempre molto attenta agli affari, loschi o leciti che siano

    la mia è un’ipotesi, assolutamente una costruzione mentale non suffragata da alcun elemento, ma questo sovviene alla mia mente

    fa male sapere che la cattiveria in genere va a spasso col portafoglio pieno, ma è così da sempre, purtroppo, e il nostro senso di giustizia, «loro» la chiamano con disprezzo invidia, anche se non è così

     
  18. vittoria scrive:

    davvero impensabile che si possa brindare davanti ad una tragedia,esiste al mondo gente senza cervello e senza cuore.Avranno i soldi,ma non hanno il rispetto per la vita e per la morte.Non ti conosco ma ti ammiro per il coraggio avuto a mettere le foto e volevo chiederti se posso condividere su FB il tuo link.ciao.

     
  19. Biuso scrive:

    Cara Giusy,
    l’evento che racconti in modo così esatto e partecipe non è un fatto qualsiasi, non nasce da una sbronza andata troppo avanti né dalla semplice e cinica superficialità con la quale si vivono tragedie lontane. E non è neppure la conseguenza del tipico pavoneggiarsi del maschio a caccia di prede, che si illude di accrescere la propria aura seduttiva quanto più appare spregiudicato e forte agli occhi della femmina. I soldi, poi, credo che c’entrino molto ma non siano la causa ultima. No. È qualcosa di assai più profondo, che si genera da decenni -ormai- di progressiva e inesorabile caduta nell’abisso antropologico al quale il ventennio berlusconiano (utilizzo la formula come sintesi di uno stile prima ancora che come categoria politica) ha condotto un popolo evidentemente predisposto a molte bassezze.
    L’infame brindisi genovese è l’analogo della soddisfazione con la quale alcuni palazzinari legati alla protezione civile accolsero la notizia del terremoto dell’Aquila, è il corrispettivo delle tante tragedie che generando emergenza producono anche profitti per chi sta nei posti giusti al momento giusto, è simmetrico alla violenza con la quale i non protetti vengono trattati dalle piccole e grandi autorità, è l’emblema di un popolo senza più vergogna né dignità.
    È per aver dato immagine e scrittura a questo gorgo di squallore, e dunque per averci raccontato che cosa può diventare l’umano quando più nessuna luce lo sostiene, che ancora una volta ti ringrazio.

     
  20. Francesco scrive:

    Sono colmo di rabbia, ma non riesco a reagire o a insultare i tizi perché poca cosa rispetto al dolore. Conoscevo Francesco Girolamo: aveva una passione (la musica), dopo anni di precariato aveva trovato da poco lavoro come batterista del Concordia… la famiglia (gente semplice) è ora disperata… e c’è chi brinda e parla di milioni… il mondo è questo!

     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *