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Tutto arrosto e niente fumo

 

Chi fuma lo sa: smettere è un’impresa. È una questione di hardware, non soltanto di software. Nel momento in cui si inizia si cambiano le impostazioni di default, ma si inseriscono anche nuovi file di sistema. Il tutto gira in modo completamente nuovo. Si creano cartelle abbastanza note. Le più comune sono quelle nominate “sicurezza”, “intelligenza” e per finire “felicità”. Insomma, il nuovo individuo si convince che il fumo gli abbia donato un sacco di belle cose. Col tempo la situazione cambia, certo. Si lascia l’adolescenza e ci si ritrova ormai adulti e convinti che sicurezza, intelligenza e felicità non dipendano dalla sigaretta. È una parola però cambiare lo stato dell’arte del computer. Il monitoraggio delle attività dimostra che il fumo si è infiltrato in ogni programma, in ogni applicazione. Un malware inestirpabile. Rinominare le cartelle è cosa facile, ma altro non si può. Il sistema ormai rifiuta qualsiasi tentativo di ripristino delle impostazioni di default. E buttare l’hardware non è consigliabile. Una bella formattazione? Tentare di azzerare e riavviare l’intero sistema, magari acquistando un po’ di memoria per il disco rigido e qualche giga in più di ram per ricreare un ambiente più sano? Impossibile. Fumare è come entrare nella massoneria: si rimane fumatori per sempre. Un marchio. Ci sono nuovi sistemi antivirus per eliminare il software, ma nella memoria rimane un segno che continua a incidere sulle prestazioni e provoca difetti continui a tutti i nuovi file. Col tempo il computer ritorna quasi nuovo, ma il file più malefico rimane là, pronto a invadere di nuovo il computer. Molti fumatori rinunciano e presto o tardi si accorgono che i blocchi, i rallentamenti, i dati instabili sono parte della vita quotidiana, sino al crash finale. E vivono sempre in uno stato di perenne colpa. Loro sono i fumatori, quelli che puzzano, quelli che fanno una cosa davvero cretina più volte al giorno, quelli irrispettosi, quelli deboli, quelli che inquinano, quelli che sono capaci di lasciare una cena con gli amici per stare fuori al freddo come pali della luce a fumare una sigaretta. Eppure fanno fronte comune: tra di loro nessuna forma di razzismo, nessuna differenza di sesso, di status, di età, di cultura impedisce il colloquio, l’apertura e lo scambio finale dei numeri di cell. Hanno impiantata l’applicazione denominata Inclinazione all’amicizia facile -il download è gratis e si installa sin dall’inizio- in situazioni di emergenza: ristoranti, treni, aeroporti, centri commerciali, uffici, scuole. Fanno sempre amicizia al freddo gelido o al caldo torrenziale o in luoghi di passaggio.
Hanno pure dei nemici comuni. I peggiori. Gli ex fumatori. Se gli altri li guardano con pietas, gli ex li osservano con schifo. Se gli altri li sopportano, gli ex non li tollerano. Se gli altri li aspettano due minuti “il tempo di fare due tiri”, gli ex li abbandonano in autostrada come cani. Insomma, i fumatori sanno che si devono guardare dagli ex ma sanno anche che uno dei motivi della loro protervia è l’invidia. Gli ex cattivi sono quelli ancora innamorati della sigaretta; quelli che con una boccata manderebbero all’aria anni di astinenza. Invidia pura. Punto.
Ieri ho visto entrare molti fumatori in territorio nemico: un tir che all’interno era un salotto ma che all’esterno era incorniciato da una scritta inequivocabile, “Sali sul tir e smetti di fumare”. All’interno la maggior parte erano ex fumatori. Tutti simpatici e pronti ad accogliere i fumatori con sincera e autentica apertura.
Una situazione davvero incredibile.
A fondare a Genova il Centro antitabacco è stato il Dott. Piero Clavario ben undici anni fa. È un omone dallo sguardo simpatico e intelligente, che è persino capace mentre lavora con la gente di prendersi due minuti per giocare con i bambini che accompagnano i genitori, gli stessi che a occhi chini e postura da condannato ammettono che smettere sarebbe una gran cosa ma troppo al di sopra delle loro capacità. I fumatori sono umili. Sanno che il fumo è più forte e quindi sono disponibili a farsi aiutare nel caso in cui la terapia sembri avere qualche possibilità di successo. E questa ce l’ha. Ben tremila tabagisti da quando è sorto il Centro a Genova hanno smesso di fumare. Sono stati seguiti, aiutati, compresi, sostenuti, accettati. Una buona statistica, insomma. E poi avere a che fare con il Centro antitabacco dell’ASL3 di Genova è divertente. Non stanno lì a farti la predica con le solite frasi -“Ma possibile che non riesce a smettere?”, “Pensi ai suoi figli”- oppure le solite teorie catastrofiste sulle possibili malattie in agguato. Come se questo fosse un deterrente per i fumatori, che almeno venti volte al giorno aprono il pacchetto e sono costretti a leggere: “il fumo uccide”, “il fumo provoca il cancro”, “il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”, “Il fumo invecchia la pelle”, etc.  
Dalle due infermiere ai tre cardiologi, nel tir d’accoglienza si ha la sensazione di far già parte di una squadra, di esser fortunato a esser fumatore perché si può aver a che fare con il loro team.  Il Dott. Clavario ha smesso di fumare venticinque anni fa e dieci anni fa anche la Dottoressa Cristina Barbara, altra cardiologa del Centro e responsabile a Nervi. Sorridono e scherzano con la gente. Ma soprattutto all’inizio non ti dicono che devi smettere di fumare. Ti danno un appuntamento e una terapia farmacologica da iniziare l’indomani. Poiché si smette piano piano fino al giorno in cui si dovrebbe essere in grado di buttare il pacchetto, già abbastanza forti per farcela.
Forti? Sì, forti, perché non si è soli nell’impresa. Si fa parte di un esercito. E come in ogni battaglia qualcuno resta sul campo, qualcuno torna sano e salvo a casa, ma la formazione è a testuggine: gli scudi si uniscono, il coordinamento è collettivo, il tetto protettivo e si attacca spalla a spalla.
Loro sono lì, insomma, a sostenerti per molti mesi. La qualità del lavoro di queste persone, che hanno iniziato come volontari, è encomiabile; la disponibilità, la serietà, la gaiezza con cui aprono le porte ai fumatori, con cui li avvicinano -cercando di far superare gli ostacoli psicologici delle trafile note: medico curante, CUP, attesa- è davvero sorprendente. E così, i veri amici dei fumatori diventano incredibilmente gli ex fumatori.
E chi glielo fa fare? Nessuno, l’hanno scelto. Hanno scelto di puntare sulla lotta contro il fumo, non contro il fumatore. Il fumatore è una vittima non un carnefice. Vittima di se stesso, mi si dirà. Siamo sempre vittime di noi stessi o del nostro organismo, però.

Per Info sul Centro Antitabacco: http://www.asl3.liguria.it/frameset.htm?http://www.asl3.liguria.it/news/comu_prevenzione_fumo.htm

Intervista del Dott. Piero Clavario: http://www.primocanaledica33.it/singolo_video.php?id=40026&keyw=fumo

 

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3 risposte a Tutto arrosto e niente fumo

  1. diego b scrive:

    sono molto d’accordo sulla considerazione che dire ad un fumatore: fumare fa male! non è di alcun aiuto nei suoi confronti, perchè lo sa benissimo e serve solo ad aumentare la disistima verso se stesso

    smettere di fumare è un grande regalo a se stessi, ma non mi permetto mai di dire nulla a chi fuma, perchè già gli fa male e se gli ricordo quel che già sa benissimo, gli fa male lo stesso e in più neanche si fuma quella dannata sigaretta in pace

    non me la sento di giudicare gli altri, a volte un fumatore in tanti aspetti è molto migliore di me che non fumo

    naturalmente, auguro a tutti i fumatori di farcela, io smisi il 16 giugno 1982, ma usai un trucco, agganciai la decisione ad un giorno sicuramente felice, perchè quel giorno restituivo il fucile e la divisa alla patria dopo 15 mesi, e allora pensai di sfruttare l’onda di felicità del congedo per associarvi la perentoria decisione, così gettai in un cestino, fuori dalla caserma, il mio pacchetto di gitanes

    ma è stata fortuna, non sopravvalutiamoci…

     
  2. giovanni scrive:

    anch’io ho smesso di fumare grazie all’aiuto di mia moglie, io non sono stato così bravo da aiutare lei. E’ vero se vuoi attirare dalla tua parte gli acquirenti devi mostrare il meglio della tua merce piuttosto che parlar male della merce degli altri. Perciò non dir mai male dei fumatori

     
  3. rosa scrive:

    Anch’io sono un ex fumatricedi Multifilter blu dure e non per scelta,anche se devo ringraziare chi praticamente mi ha costretto. Chiunque mi diceva che il fumo faceva male che i polmoni erano diventati due pezzi di carbone ,ed io come tutti “colleghi di fumo”scrollavo le spalle come se la cosa non dovesse toccarmi.Sono stata da un agopuntore oltretutto non sponsorizzato da me ma dal mio”aguzzino”, e da allora sono passati ben 5 anni; nessuno avrebbe scommesso su di me un becco di un centesimo .Io,si, sono un ex fumatrice ma molto, anzi totalmente tollerante coi fumatori;l’unica cosa che ribatto è “che smettere di fumare si può” e allora perchè non provare.
    Faccio un augurio a chi si approccia a diventare un ex fumatore e principalmente a te Giusy ,anche se sono sicura che se hai deciso di smettere lo farai alla grande come in tutte le cose in cui ti cimenti.

     

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