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Sugli Sperti o extraterrestri

 

Gli sperti sono una categoria molto particolare ed è necessario abbandonare il tentativo italianistico di definirli “furbi”, poiché si allontana dalla verità etimologica del termine siciliano che invece ne caratterizza i tratti specifici. Non è una razza a parte, è piuttosto un’etnia dal potere invisibile che fa di noi l’alimento culinario per eccellenza. Insomma, ci cucinano. E come ogni cibo prelibato è sempre meglio il fuoco lento. Per alcuni si tratta di extraterrestri. Non può essere altrimenti, d’altronde. La motivazione addotta è abbastanza verosimile: devono sicuramente conoscere un pianeta dove andare a riparare quando avranno definitivamente distrutto questo. Per di più agiscono dal basso sia temporalmente sia spazialmente. Come parassiti si infiltrano nella vita delle persone normali e piano piano se le mangiano. Hanno di mira un’unica cosa: il possesso totale attraverso il potere. Così nei millenni si sono impadroniti di terreni, trazzere, strade, borghi, contrade, paeselli, Paesi, continenti e per ultimo del pianeta Terra. E lo hanno fatto utilizzando sempre nomi settari ed etnici differenti: da quelli più preistorici e mediterranei a quelli più antichi e recenti, tipo banchieri, mafiosi e deputati.

Dunque chi è lo sperto? Chiamansi “sperto” l’uomo in grado di raggirare i suoi consimili facendo loro credere che quello che luccica è tutto oro e quello che non luccica è in grado di farlo divenire oro per il benessere collettivo. Per esempio, quelle perline trasparenti che si vedono già sul volto dell’italiano medio dopo le manovre e le manovrine e i decretucci e i de-cretini (dal latino, sui cretini, che significa che già a monte -aggiungo citorio per meglio comprendere di quale monte si tratti- gli sperti ritengono di legiferare per una massa di cretini) non sono lacrime ma pepite preziose che potrà ritrovarsi nel futuro nel caso i suoi euro non dovessero più valer nulla, cosa assai probabile.

Dunque, gli sperti sono un’etnia feroce, extraterrestri che hanno invaso la terra e si confondono con gli umani. Non sono verdi, ma dopo averci ridotto al verde ora tentano per il lastrico. Non hanno due teste ma milioni, pari a quelle di tutti i fallocefali italiani lobotomizzati da tv, bunga-bunga, escort a due ruote e a quattro, giornalismo becero; insomma, da quel brodo primordiale che è la società dello spettacolo di cui ci imbeviamo ogni giorno. Di sperti ne è popolato principalmente il parlamento sia a destra sia a sinistra (coordinate che in realtà in Italia –e per quel che mi è dato sapere nel mondo- non esistono più da tempo, tanto che i cittadini di destra si ritrovano ad avere idee sinistrorse e quelli di sinistra a difendere ideologie destrorse), che ha fondato il nuovo regime italiano che qui ci si permette di definire (trovata, ammetto, di un mio congiunto) capital comunismo. Per quanto contraddittorio possa sembrare, nulla di più vero è mai stato detto. Tutti terrorizzati dal comunismo, se ne è creata una forma peggiore che ha reso il fascismo e il suo gemello una bazzecola. Almeno ammazzavano senza inventarsi che era un modo per accelerare l’entrata in paradiso. Ora mi si dirà che voglio far politica spicciola e magari penserete che adesso mi metta a discutere sulla spesa dei 131 cacciabombardieri, che questo governo -che sta tecnicamente operando in modo pregevole, usa infatti la demagogia come morfina per evitare che il cervello di ogni singolo italiano traduca in dolore le ferite inferte a colpi di accetta- ha deliberato come capitolo di spesa posto in bilancio dall’ex ministro Tre-monti (ah, ecco, avevo dimenticato anche questi monti, da aggiungersi a quelli di cui sopra). Oppure mi riferisca all’Ici che la Chiesa cattolica non paga. Non lo farei mai. Che poi 131 cacciabombardieri che sono? C’è chi dice che l’Italia spenderà 13 miliardi di euro, chi dice 15, chi 18, chi sostiene che la spesa in fondo è accettabile perché verrà dilazionata fino al 2026 e dunque non importa. A parte che la manovra dei Tecnici ammonta a 30 miliardi di euro e dunque l’acquisto dei cacciabombardieri inciderebbe per la metà e questo non è possibile, capite bene certamente che con 131 cacciabombardieri c’è la possibilità di intervenire in modo prezioso su una bella carneficina, guerra, strage, sterminio o anche soltanto bombardamento pacifista e umanitario. Come perdersi una tale occasione in cui l’Italia potrebbe dimostrare di valere qualcosa, visto che nelle guerre abbiamo sempre fatto una figuraccia? D’altronde questi soldi li spenderemo entro il 2026, di che cosa ci si lamenta? Che cosa può contare togliere un miliardino di euro oggi? A questa domanda legittima da parte di sedicenti economisti che, giustamente, sottovalutano il problema, vorrei aggiungerne un’altra: perché dunque intervenire oggi sulle pensioni se ne avremo un beneficio sull’economia domani, tipo nel 2026? Gli sperti sono abilissimi in questi trucchetti logici. Poi c’è la questione della Chiesa cattolica e dell’Ici -che poi oggi si chiama Imu- che può aiutarci a capire fino a che punto arrivano. Noi non vogliamo certo che la chiesa si privi di 800 milioni di euro per pagare l’ici o imu, vero? Si tratta di meno di un miliardo, dopotutto. Alcuni pensano che sia una bufala per mettere sempre all’indice la povera chiesa cattolica che all’indice non ha mai messo nessuno se non qualche stupido libro, ma in realtà il de-cretino-legge n. 163 del Governo Berlusconi III, all’art. 6, è chiaro: la chiesa cattolica è esente dall’Ici anche per gli immobili destinati ad «attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura pur svolte in forma commerciale se connesse a finalità di religione o di culto».

Ma adesso basta con gli spertistar, ci sono anche quelli sperti e basta. Ma di quelli ho già parlato: sono i cretini. Attenti però, altri sperti stanno venendo al mondo, potrebbero pranzare al nostro tavolo giornalmente, potrebbero essere i nostri compagni di scuola, i nostri vicini, i nostri amici e ancora non essercene accorti. Per nulla sono sperti, d’altronde? Gli sperti si travestono per imparare a travestire il mondo. Noi pensiamo di vivere in democrazia, per esempio, e invece viviamo in uno stato di polizia. Adesso leggeranno anche i nostri estratti conto, mentre gli sperti camminano in auto blu, hanno pensioni d’oro, conti correnti stratosferici e l’economia mondiale in mano. Ci dividono in lavoratori autonomi e dipendenti, per farci scoprire nemici mentre invece dovremmo lottare insieme contro di loro, contro gli extraterrestri, quelli che alla Terra non vogliono bene, quelli che fanno della natura un accessorio, quelli che odiano la specie umana, quelli che credono che Mammona sia l’unica divinità, quelli che si ritengono eterni ed eternizzano azioni deplorevoli. Siamo tornati indietro, sì, siamo nel 1984.

Adesso qualche documento ufficiale. Ricordiamoci che quando vogliamo qualche “verità” dovremmo cercare nei posti giusti ovvero in quei luoghi web in cui la verità si costruisce: governo.it, camera.it, senato.it. Per comodità troverete una freccia rossa in cui ho messo in evidenza le notizie più note in questo periodo

Dal sito del Governo Italiano – Sulla manovra finanziaria-abstract

Dal sito del Governo Italiano – Sull’Ici e la Chiesa cattolica

Dal sito del Governo italiano: DL 163/05 sull’Ici a favore della chiesa

Dal sito della Camera dei deputati: Dossier DI0336_0 sull’acquisto dei cacciabombardieri

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10 risposte a Sugli Sperti o extraterrestri

  1. Biuso scrive:

    Un articolo intriso di fatti e di intelligenza. Capace di gettare uno sguardo filosofico su quanto accade. E’ dunque un vero testo politico.

     
    • Giusy Randazzo scrive:

      C’è un vecchio modo siciliano di ringraziare -che forse conoscerai- che ha sempre fatto un po’ ridere i “colti”: unn haiu motivu di ringraziarivi (mi si perdoni l’incapacità di scrivere in siciliano corretto).
      In realtà il significato di questa espressione è oltremodo colto ed elegante. Non vuol dire che non esiste alcun motivo per ringraziare, piuttosto che non esiste un motivo “musicale” appropriato da poter dedicare al donatore per eguagliare il suo gesto.
      Così, Alberto, scusa la mia solita incapacità ad esser breve, ho pensato di cercare magari tra la musica che ogni tanto posti nel tuo sito, nel caso ci fosse qualcosa che potesse spiegarti quale dono siano per me i tuoi commenti, per non parlare della fertilità di quel dialogo quotidiano e fecondo che ci permette di essere, più che colleghi, compagni di cammino in questa continua ermeneutica dell’esistenza nel suo disvelamento più felice.
      Ancora una volta, dunque, unn haiu motivu pi ringraziariti e unn haiu motivu pi ringraziari a filosofia ca ni fici ‘ncontrari.

       
  2. Fabrizio scrive:

    Articolo degno di nota.Veritiero come il sole che splende.

     
  3. diegob scrive:

    quando un sistema economico vuole perpetuare se stesso ad libitum la strada migliore è camuffarsi da stato ineluttabile delle cose, come dire che ogni idea eterodossa è ingenua, inapplicabile, pericolosa, donchisciottesca

    perchè i cacciabombardieri sono indispensabili e invece una vita dignitosa per tutti non lo è?

    il potere non è mai davvero razionale, è sempre e solo arrogante

     
  4. filippo scrive:

    Complimenti per questo tuo articolo, Giusy.
    Ma i miei sono complimenti un po’ di parte: da siciliano ho una sorta di …orgogliosa soddisfazione, perchè sei riuscita a dare “valenza letteraria” ad un termine dialettale che non ha un corrispettivo nella lingua italiana. “Spertu”, infatti, non è “furbo” ma è molto di più, o se preferisci, di peggio. Furbo è Bertoldo, furbo è addirittura Giufà, furbo è quello con “scarpe grosse e cervello fino”; furbo è paradossalmente anche il cretino. Spertu no! spertu è più professionale, spertu deriva da …esperto. Fin da bambini è nettissima la demarcazione tra furbi e sperti: il furbo vive di espedienti e li attua per avere un ritorno immediato che gli consente di sopravvivere o di togliersi da qualche impiccio nell’immediato. Spertu no! Lo spertu ha bisogno dei furbi per attuare il suo progetto di onnipotnza. La nostra classe politica ne è un lampante esempio. L’homo politicus ama circondarsi di furbi e furbetti in grado di procurargli popolarità e consenso. Gli imperi, anche quelli economici, si costruiscono così: un entourage di furbi alle dirette dipendenze dello spertu.
    Càpita però, di tanto in tanto, che la massa più o meno belante rompa gli argini, esondi, dilaga. Ed è Rivoluzione. L’unica grande paura dello spertu.

    Se mi consenti (com’era democratica questa frase,prima di Berlusconi…) vorrei postare di seguito una mia poesia dialettale.
    L’omopoliticu
    L’omopoliticu, caru cumpari, è armali spertu
    e sapi unni ‘nzuppari i firringozza
    sicchè suddu si susi e dici: “Smettu”,
    vordiri c’avi chini i cannarozza.
    Se dici “jornu”, certu pensa “notti”;
    se pensa “llustru” certu dici “scuru”;
    se dici “galantomu”,fatti forti:
    ha pinsatu “mammaluccu” di sicuru.
    Se parra cu paroli artosonanti
    tannu vordiri ca nun sa chi diri,
    oppuru ‘mmisca frasi assai importanti
    quannu ca nun vò farisi capiri.
    Giustamente iddu dici: “la cultura
    devi aviri un postu preminenti!”
    Ma allura, fazzu iu, l’agricoltura
    vi pari giustu ca nunn’ avi nenti?
    Possiri ca ognivota ca parrati
    girati e rigirati la frittata
    e cunfunniti cavuli e patati?
    Chiu ca politica mi pari ‘na ‘nzalata!
    Se tastassivu un pocu ‘i caristia
    e v’imparassivu a parrari chiaru
    ‘a genti non dicissi “Vossignuria”
    pinsannu ‘nta so testa …”Manciataru!”.

    Traduzione L’uomopolitico
    L’uomopolitico,caro compare,è animale intelligente/ e sa dove inzuppare i biscotti/ sicché, se si alza e dice: “Smetto!”/ vuol dire è pieno fino in gola./ Se dice “giorno” di certo pensa “notte”;/ se pensa “luce”di certo dice “buio”;/ se dice “galantuomo” fatti coraggio:/ ha pensato “mammalucco” di sicuro./ Se parla con parole altisonanti,/ allora significa che non sa cosa dire,/ oppure mischia frasi assai importanti/ quando che non vuol farsi comprendere./ Giustamente lui dice: “La cultura/ deve avere un posto preminente!”/ Ma allora, faccio io, l’agricoltura/ vi sembra giusto che non abbia niente?/ Può essere che ogni volta che parlate/ girate e rigirate la frittata/ e confondete cavoli e patate?/ Più che politica mi pare un’insalata!/ Se patiste un poco di carestia/ e imparaste a parlare chiaro/ la gente non vi direbbe “Vossignoria”/pensando nella sua testa.. “Ingordo!”

     
  5. GS scrive:

    Sempre molto critica ed illuminata.

    GS

     
  6. Giusy Randazzo scrive:

    Cari amici,
    vi ringrazio per i vostri complimenti, ma soprattutto per i commenti. Sono molto contenta della condivisione anche sui social network perché credo che ormai l’unica difesa che ci resta sia quella del “porta a porta”.
    Caro Filippo, complimenti per la tua poesia.

     
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