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Robert Capa – Immagini di guerra

 

Cinquanta fotografie di cinque guerre. Gli occhi di un uomo che le racconta.  Sono quelli di Robert Capa (1913-1954). La prospettiva è la sua ma diviene universale e chi guarda si ritrova nella storia, cammina nel tempo della follia, sente gli sguardi disperati, vede il rumore sordo della morte, si muove nell’immobilità di corpi senza vita, osserva l’insensatezza della ragione omicida, sfiora l’ingiustizia sul corpo assassinato, percepisce il sudore di certa gioia. E comprende: la paura originaria, l’istante prima della morte, la sofferenza radicale, la tristezza estrema, l’affrancamento dall’orrore. Disorientano quelle foto, perché gettano in uno spazio che non ha nulla di apparente: è lì, con la sua realtà eterna, a disposizione di chi si vuol misurare con la verità della follia, umana sino allo spasmo, disumana sino alla vergogna. Nessun volto tra i bersagli che la follia mette al centro del mirino, solo numeri incarnati che cadono come fragili birilli. Capa compie l’operazione inversa: il suo obbiettivo ridà vita a quelle sagome rendendo loro la realtà di uomini.

 

La recensione continuerà sul numero 12 di Vita pensata

 

 




 

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