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Vita pensata, N. 11, Maggio 2011

 


Il numero 11 di Vita pensata è forse, tra tutti quelli già usciti, il più vario. Eppure ancora una volta è possibile rintracciare un filo rosso, che si manifesta emergendo in modo naturale e dando un’unità forte alla polivocità dei temi trattati. Da qui il titolo dell’editoriale: “Etica e retorica”. 
Anche le fotografie, che corredano splendidamente gli articoli nella versione pdf, esprimono questo denominatore comune. A cominciare da quella in copertina della brava Marisa Gelardi, che è la più emblematica nel dire metaforicamente del “rovesciamento” che il linguaggio, quando non usato come semplice mezzo, promuove nell’umano modo di rapportarsi al mondo e di costruirlo sospendendo l’ovvietà valoriale imposta silentemente.
Buona lettura a tutti.

Indice maggio

I miei contributi
Editoriale (con Alberto Giovanni Biuso), Etica e retorica, p. 4.
Pagliacci, p. 34.
Arcimboldo, retore e mago, p. 44.
Famiglia: femminile plurale, p. 50.

 

 

 

 

 

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5 risposte a Vita pensata, N. 11, Maggio 2011

  1. Pingback: VITA PENSATA N.11 | Il Forte Associazione Culturale

  2. diegob scrive:

    cara giusy, ho già letto con piacere la recensione del testo di r.barthes su arcimboldo;
    senza dubbio le celebri composizioni sono un punto di partenza eccellente per riflettere sullo spessore, sulla confluenza irrisolta di significati, sull’enigma in definitiva, di ogni linguaggio; del resto, quando leggo i tuoi scritti, di solito densi e per nulla piegati ad un tranquillo tran tran di lettura, a volte mi domando quanto quel che scrive una persona sia una proiezione nelle parole della sua personalità, o sia invece di per sè la persona stessa; comunque, come sempre, un’ottima recensione

     
  3. Giusy Randazzo scrive:

    Diego, scusami per non aver approvato subito il tuo commento, ma non me ne ero accorta e pare non si possa eliminare questa moderazione preventiva.
    Ti ringrazio davvero. Quanto detto da te, che sei un lettore attento e rigoroso, mi rende particolarmente contenta. La scrittura certamente mi rappresenta, in ogni caso.
    Un caro saluto,
    g

     
  4. diegob scrive:

    non devi scusarti, figurati; in effetti quell’opzione che sblocca i commenti di lettori «già sperimentati» è abbastanza comoda, e nella versione free che uso io di wordpress è presente, ma non ho idea se esiste anche nella versione preparata dall’ottimo giofilo per te; la migliore è quella che c’è nel sito del prof. biuso, che permette anche le correzioni successive; meglio comunque in ogni caso che vi sia una moderazione, perchè non si sa mai;

    sul tema: io ammetto di provare un certo «scarto» fra il diego scritto e quello vissuto, nel senso che per quanto io non scriva mai bugie o pensieri insinceri, ho una certa tendenza scolastica a limare, a ripulire, come quando da piccoli, almeno quelli antichi come me, avevamo il quaderno «di brutta» e il quaderno «di bella»; è un tema interessante, ora purtroppo non ho tempo ma ci torneremo su

    un caro saluto
    diego

     
  5. Giusy Randazzo scrive:

    La scrittura necessita di grande cura. Dunque, Diego, secondo me il tuo metodo di lavoro è corretto. Hai ragione, il tema che proponi -“Diego vissuto” e “Diego scritto”- necessiterebbe di un’analisi approfondita per poter essere argomentato. Dovremmo ritornarci su quando avremo un po’ più di tempo. Con Alberto ci siamo confrontati molto spesso su questo e siamo sulla stessa linea.
    Un caro saluto,
    g

     

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