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Vita pensata n. 7 – Gennaio 2011

 

E’ uscito il settimo numero della Rivista mensile on line di filosofia Vita pensata (www.vitapensata.eu). Il romance è il leitmotiv che percorre trasversalmente questo numero. Il testo di apertura è l’intervista a Margaret Doody, creatrice della serie  Aristotele detective, che ringrazio per la disponibilità e la cortesia con cui ha accolto la nostra richiesta.
Se il romanzo nasce a volte dal bisogno di generare realtà più accettabili, alcuni articoli di questo mese -ancora una volta- ci ricordano la situazione attuale del nostro Paese disvelando paternalismi e biechi compromessi.
Moltissime le foto che è possibile ammirare nel formato PDF.

Ricordo ai miei nuovi lettori che Vita pensata è una rivista mensile completamente gratuita e priva di qualsivoglia forma di pubblicità.

Indice di Gennaio

I miei contributi questo mese

Editoriale, Romance (con Alberto Giovanni Biuso), p. 4
Intervista a Margaret Doody, p. 5
The Last Station, p. 34
Jesus Christ Superstar, p. 39
Sul giallo filosofico. Aristotele e i delitti d’Egitto, p. 56

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Una risposta a Vita pensata n. 7 – Gennaio 2011

  1. diegob scrive:

    cara prof.ssa giusy, ho letto la recensione sul jesus christ superstar, dove ho ritrovato, più ampliate e circostanziate le riflessioni che già qui avevo letto;

    sullo spettacolo, non avendolo visto, non mi pronuncio, anche se mi pare che lei teme un teatro troppo ricco, che non lascia respiro all’immaginazione dello spettatore, e anch’io sono di quell’idea, ma credo che un musical sia, proprio come genere, tendenzialmente troppo ricco (non mi viene altro aggettivo ma spero si comprenda il senso)

    sono molto interessato, e me lo ricordo già dalla visione del film, alla figura di giuda, che, anche in quest’opera è il protagonista; un giuda ben lontano dal malvagio assoluto che dante ficca a testa in giù nelle fauci del diavolo, ma un giuda problematico, un uomo che cerca di agire per uno scopo giusto e, tragicamente, compie il male, il male irreparabile

    è una problematica profonda, quella del male fatto per tragico errore, sul quale molto c’è da riflettere

     

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