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Ricomincio da capo

 

«Che accadrebbe, se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni cosa indicibilmente piccola e grande della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione […] L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta –e tu con essa, granello di polvere!”. Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato?» (F. Nietzsche, La gaia Scienza e Idilli di Messina, Adelphi, Milano 2008, af. 341, p. 248)

Così scriveva Nietzsche nella Gaia scienza. In Ricomincio da capo l’incubo si realizza e lo stesso giorno ricomincia ogni giorno esattamente uguale. Il protagonista -Phil Connors, interpretato da un espressivo e davvero credibile Bill Murray- è dapprima sconcertato, poi angosciato e infine rassegnato. Una rassegnazione però da cui non può fuggire e che lo obbliga a scoprire il senso delle più piccole cose, delle più banali scelte, delle più insignificanti realtà. Tutto si fa eterno in un ritorno continuo che però dona vita. E quanto scorre nel quotidiano, dileguandosi sullo sfondo di un palcoscenico solo nostro, diviene essenziale alla costruzione di un “io” meno ipertrofico e più autenticamente umano. Lo spettatore partecipa con una riflessione sincera. Ci si avverte ingombranti mentre col pensiero si zooma sulle singole vite che ci passano accanto senza mai penetrarci. Il meteorologo Phil Connors, antipatico e scontroso -benché sul piccolo schermo sempre simpatico e divertente- è intrappolato nella ridente cittadina di Punxsutawney in Pennsylvania, dove si era recato per il solito reportage annuale sulla festa della marmotta. Costretto a rivivere l’insopportabile ricorrenza «ancora una volta e ancora innumerevoli volte» senza esserci «in essa mai niente di nuovo», tenta di tutto per sfuggire alla gabbia temporale, persino il suicidio. Ogni mattina, alle 6 in punto, però, si sveglia nella solita realtà, di cui impara, dapprima nolente, ogni aspetto. A questo punto deve arrendersi. La sua immortalità è una condanna senza alcuna possibilità di appello, che permette di comprendere l’invidia degli dèi per la morte degli uomini, loro liberazione e loro compimento. Un film commedia, ironico ma pur serissimo. Gli eventi nel loro scorrere giornaliero, in cui siamo immersi senza reale partecipazione da parte nostra, sono i protagonisti di questa vicenda: prima sullo sfondo, come insignificante routine, poi sempre più vicini, sempre più indicativi. Il vecchio accattone all’angolo, l’ex compagno di scuola invadente incontrato per caso, la pozzanghera in cui inavvertitamente mette un piede che si aggiunge stonata a una giornata partita già male, la cameriera che serve, il bambino che cade dall’albero, il cameraman sconosciuto con cui lavora da anni, le tre anziane donne con l’auto in panne. E ancora di più. Un mondo straordinario che ci lasciamo sfuggire ogni giorno mentre la giornata fugge senza lasciare traccia di sé. E infine lei –Rita, interpretata da Andie MacDowell- dolce ma non sdolcinata, autentica come le donne vere. La collega che sembra diversa. L’amore. Il cambiamento giunge inaspettato quando ormai Phil si è arreso alla terribilità del processo. Il destino è fuori dalla porta dell’albergo, lo attende già alle sei del mattino, sempre uguale. Eppure Phil, pur sapendo di non avere alcuna libertà, esercita l’unica forma concessa all’umano: decide di seguire il suo fato, di non lasciarsi trascinare e impara ad amarlo e a vivere ricostruendo se stesso a partire dal “noi”. Gli altri acquistano un volto, una storia, un senso. Persino le strade, i rumori, i sapori, i colori diventano unici e irripetibili pur se ripetuti in eterno. Il mondo diventa esistente e Phil ritrova se stesso e il valore di ogni singola scelta.

«Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immane, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: “Tu sei un dio, e mai intesi cosa più divina”?» (Ivi, p. 249)

Harold Ramis, il regista, avrebbe potuto cadere nel banale se non addirittura nel grottesco e invece riesce a coniugare la leggerezza di una storia come tante con la profondità del discorso sotteso. Serio e faceto. Filosofico e lieve. Commedia e dramma. Follia e razionalità.

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2 risposte a Ricomincio da capo

  1. diegob scrive:

    tema classico del cinema, quello del tempo inceppatto; vedendo il film, per altro ben sintetizzato da lei, cara prof.ssa giusy, a me sono venuti in mente i molti film dove si gioca sul meccanismo del tempo;

    ho pensato (come altri spettatori immagino) a la vita è meravigliosa di frank capra, e anche a sliding doors di peter howitt, ed anche, per il tema del déjà vu, a che? di roman polansky

    il tema è quello, sempre cruciale, del rapporto col presente, della difficoltà, specie per l’uomo post moderno, di viverlo in modo pregnante e senza affanno

    e invece la vita è fatta di momenti presenti, anche molto belli, anche molto vivi, anche molto umani, ma spesso non si ha il tempo di viverli

    il tempo è un macinino senza pietà, ma forse siamo noi a girare la manopola troppo in fretta

    complimenti per la bella recensione, che mi ha permesso di rivedere il film con maggiore consapevolezza del tema

     
  2. Biuso scrive:

    Una commedia girata con tutti i cliché del cinema hollywoodiano e tuttavia il film ha il coraggio di affrontare non solo un tema come il tempo e il suo eterno ritorno ma anche quello della morte. Phil, infatti, una volta saputo tutto di quella data della quale è prigioniero, cerca almeno di non far morire nessuno in quel giorno. Ma non sempre ci riesce poiché -come gli ricorda un’infermiera- «la gente muore, a volte».
    Avendo visto Groundhog Day dopo aver letto la recensione, non soltanto condivido l’apprezzamento rivolto da Diego ma credo, Giusy, che la cosa migliore del film sia proprio la tua riflessione su di esso.

     

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