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Felici statistiche!

 

Marco Zambuto, sindaco di Agrigento, commenta la classifica del Sole 24 ore sulla qualità della vita delle 103 province italiane, sostenendo che dobbiamo esser contenti che “la più bella città dei mortali” sia risalita di qualche posizione (da 101ma a 97ma).

Insomma, Agrigentini, invece di lamentarvi sempre per le cose che non funzionano o non ci sono, sorridete un po’. È vero siamo ultimi, ma non ultimissimi come l’invivibile Catania!

Onestamente vi confesso che la risalita mi ha lasciata un po’ di stucco. Sorpresa dalla notizia, infatti, sono andata a controllare alla fonte.

Ovviamente si tratta di statistiche e quindi il valore finale è il risultato della media di diversi settori. In questa media però per Agrigento non rientra il valore dei trasporti, il dato infatti risulta “nd”: non disponibile. Logica vuole che, se non pervengono i dati, nel calcolare la media si dovrà fare a meno di un dividendo, determinando un’oscillazione del risultato finale: inevitabilmente a vantaggio, nel caso agrigentino.

Inevitabilmente, certo.

Se avessero fornito, infatti, i dati dei trasporti per la città di Agrigento il valore sarebbe stato disastrosamente basso. Hanno fatto bene a tenerselo per sé. I panni sporchi è meglio lavarli in casa.

Primo mistero svelato: Mobilità sostenibile, trasporto pubblico urbano (offerta), trasporto pubblico (passeggeri), “nd”.

Andiamo a un altro dato non pervenuto: l’aria.

Il motivo per cui non è stato fornito è molto semplice.

Campando per l’appunto d’aria -la maggior parte degli agrigentini e soprattutto i giovani- giustamente gli esperti non hanno capito che non dovevano fornire il dato facendo una valutazione alimentare ma calcolando la presenza di biossido di azoto, ozono e polveri sottili. Così per accorciare i tempi hanno preferito non far pervenire nulla. L’aria comunque ad Agrigento non è tanto inquinata -come l’acqua del mare- perché ad Agrigento non c’è pericolo che accada. Bus, tram, treni, aerei, elicotteri, industrie, con i loro nefasti scarichi, sono banditi dalla bella polis!

La purezza dell’aria è la vera cifra di Agrigento, tant’è vero che la sfruttiamo al massimo e non soltanto respirandola e mangiandola. Abbiamo, infatti, coperto il paesaggio di bellissime pale eoliche, che all’inizio sembravano delle belle girandole. Prima un po’, poi un altro po’, poi un altro po’ ancora, adesso le belle girandole -che fanno tanto “energia pulita”- mancano soltanto nel bel mezzo della Valle dei Templi. Però sono ecologiche e siamo tutti tanto contenti di essere ecoquilibrati.

Secondo mistero svelato: settore Aria, “nd”.

Se continuiamo a non fornire i dati, finiremo per risalire la china e arrivare al primo posto, valutati soltanto per la bellezza del nome della città.

Altro dato non comunicato riguarda il settore “ambiente”, in cui non sono presenti i valori delle seguenti categorie: isole pedonali, piste ciclabili e zone a traffico limitato.

Terzo mistero svelato: settore Ambiente, nd.

Comunque, a parte l’ironia, siamo saliti di quattro posizioni. Qual è l’arcano mistero che si cela oltre a quello matematico e furbo di non fornire i dati?

Dipende dalla popolazione e non dai politici, a quanto pare.

È dovuto al consumo limitato di carburante degli agrigentini. Non avendo una quantità “normale” -quale dovrebbe essere in un paese industrializzato- di trasporti pubblici, il valore in questione non può che dipendere dall’uso domestico.

Siamo, dunque, ben in tredicesima posizione nel settore “Energia” per “consumi di carburante“.

E poi c’è un altro motivo, sempre dovuto alla buona volontà degli agrigentini.

Prima di dirvelo, invito i miei concittadini a fornirsi di fazzoletti per piangere o per ridere oppure a cercare una sedia per riprendersi dalla notizia.

Si è ripetuto l’evento incredibile dell’anno scorso. Siamo ancora in pole position in una classifica!

Agrigentini, siamo primi in una classifica del “Sole 24 ore”!

Anche quest’anno siamo riusciti a mantenere il primo posto nel settore: “consumi idrici domestici!!“.

Significa che siamo molto parsimoniosi. Consumiamo pochissima acqua.

Sul momento non ho ben capito il senso dell’ineguagliabile primato. E ho pensato: “Ma non è che forse, essendomi ormai trasferita sei anni fa a Genova, ad Agrigento sono riusciti a dare l’acqua corrente?”. Così ho chiamato un po’ di amici, che risoluti mi hanno detto di no. Loro l’acqua “ce l’hanno” sempre nello stesso modo. Arriva di tanto in tanto, il tempo di riempire i recipienti o le cisterne e poi va via (come Babbo Natale). A volte ogni due giorni, a volte ogni tre e nei tempi di vacche grasse ogni giorno, esclusi festivi e periodo estivo. Per chi, tra i non agrigentini, stesse leggendo, vorrei chiarire che quando scrivo “arriva” intendo dire “viene distribuita per qualche ora” (ad Agrigento funziona così).

Ecco perché siamo risaliti: non fornendo i dati su svariati settori e lasciando assetati gli agrigentini, la classe politica della città quest’anno si è potuta fregiare di ben quattro posizioni in più!

Ditemi o no se non aveva ragione Trilussa quando sosteneva di sapere cosa fosse una statistica:

“Me spiego: da li conti che se fanno

seconno le statistiche d’adesso

risurta che te tocca un pollo all’anno:

e, se nun entra nelle spese tue,

t’entra ne la statistica lo stesso

perch’è c’è un antro che ne magna due.”

(Trilussa, La statistica)

Complimenti a tutta la classe politica agrigentina, di ieri e di oggi, e un saluto ad Angelino Alfano, che può esporre un così bel fiore all’occhiello. D’altronde i politici che provengono da Agrigento sanno bene come si fa a trattare la propria città: dimenticandosene, pensando soltanto alle proprie tasche oppure portando l’intero esercito in Sicilia come fece il riberese Francesco Crispi.

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