Alla faccia vostra!

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Pascal tuonava contro il divertimento. Lo considerava una delle vie umane per evitare di pensare alla nostra naturale condizione esistenziale segnata dall’incostanza, dalla noia, dall’inquietudine. Il suo stesso etimo devertere significa deviare, distogliere. Insomma, il divertimento, per Pascal, ci allontana da noi stessi e da un’autentica riflessione interiore.
Stiamo calmi, non è sempre così, per fortuna. Ma il linguaggio non mente e scava nel silenzio della coscienza disvelando a noi e agli altri il nostro fallimentare tentativo di sospendere la ricerca di senso, distraendoci.
Talune commedie brillanti hanno questo scopo: donare allo spettatore un momento di evanescente leggerezza che possa per qualche ora fargli credere di aver dato un significato – altro – alla propria vita.… Continua a leggere »
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Melancholia

Melancholia
 
Melancholia è un film del 2011, scritto e diretto da Lars Von Trier. Interpretato da una magnifica Kirsten Dunst (Justine) e un’efficace Charlotte Gainsbourg (Claire).
È il giorno del matrimonio di Justine. Lei ha tutto: bellezza, giovinezza, amore, ricchezza. Ha anche una sorella che si prende cura di lei. Ha però una madre anaffettiva ed egoista e un padre infantile e inaffidabile. Justine ha anche melancholia, una depressione profonda che le fa sentire ogni cosa, come se in lei fosse connaturata una lente di ingrandimento che le mostra la misura di tutto e la miseria del mondo della vita. Non riesce a immergersi nel divertimento, Justine è sempre ripiegata in se stessa, ma sempre aperta alla terra, in… Continua a leggere »
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Ti lascio di nuovo

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In tutti noi esiste un fondo di pura irrazionalità. Ed è talmente intimo che non ne condividiamo il contenuto neanche con la persona che più ci è amica, quella insomma a cui possiamo confidare ogni cosa. Eppure appartiene a tutti.
Facciamo qualche esempio.
A chi non è mai venuto in mente, di fronte a un freno di emergenza -una semplice leva rossa- o a un martelletto, di quelli per infrangere il vetro del pulsante d’emergenza, di pensare di usarli pur senza alcuna effettiva emergenza? E non è forse vero che l’istinto è divenuto talmente forte che abbiamo dovuto girare lo sguardo altrove? O ci siamo messi a ridere di noi stessi per le follie che stavamo pensando? Oppure, a… Continua a leggere »
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I genovesi

 
Si dice che i genovesi abbiano il mugugno facile. Io li trovo dei gran lavoratori, forse un po’ diffidenti inizialmente, ma superato il primo impatto sono poi allegri e gioviali. Riconosco loro una certa discrezione che all’inizio, da siciliana verace, scambiavo per disinteresse. Eppure spesso cerco di trovare in loro un tratto a me familiare e mi rendo conto che c’è sempre una diversità originaria a dividere le nostre mentalità. Il problema è però che sono tanto diversa anche dalla mia gente. Influenzata dal nuovo ambiente e da tanti anni di lontananza, non mi sento parte neanche di quel popolo che pur mi è caro.
Gli emigranti abitano in realtà un luogo che è zona franca, terra di nessuno… Continua a leggere »
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Il gesto fotografico

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È la bellezza, nella foto di Franco Carlisi (Untitled, 2006), a rapire chi vorrebbe destinare soltanto uno sguardo alla visione. Le sfumature di grigio, i contorni indefiniti, la luminosità del buio, la caravaggesca capacità di costruire la luce con i toni di nero evocano suggestioni che costringono ogni osservatore alla contemplazione. Sensualità, candore, fragilità, amore, tempo, si raccontano. Sembra di vedere attraverso l’obbiettivo. Gli angoli tendono al bianco. Emergono i dettagli: le caviglie sottili, l’incavo del ginocchio, la pelle vellutata, la geometria della posa sensuale, le curve delle gambe, il movimento dinamico ed elegante dei piedi. La nudità si fa eloquente, lascia l’interno architettonico in cui si origina, e parla di una storia più grande, non soltanto… Continua a leggere »
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Contro il controllo totale

 
Nella società dello spettacolo in cui viviamo si fa un uso manipolatorio dell’immagine  attraverso armi persuasive di distrazione di massa. Il livello denotativo (quello manifesto, insomma) dell’immagine veicola perlopiù una bellezza contraffatta che è quella che balza agli occhi e ci distrae. Ma è il livello connotativo (il messaggio nascosto e veicolato) dell’immagine il vero scandalo nascosto: i canali di produzione – siano essi politici o aziendali – intridono l’immagine di significati vantaggiosi per i loro scopi, profittando della distrazione generata dal livello denotativo, per renderci passivi osservatori della realtà. Ci lasciamo soggiogare da questa dittatura visiva senza opporre il benché minimo rifiuto critico. Siamo anestetizzati, dopati allo scopo di controllare le nostre prestazioni visive e giungere così all’obiettivo… Continua a leggere »
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Il costruttore della verità

 
«Vivevo nella menzogna continua. Ormai c’ero dentro e nulla potevo fare per sfuggirvi. Mentivo a chiunque con uno scopo preciso: io ero sempre vittima, sempre il più buono, sempre il migliore. L’altro, chiunque egli fosse, era il mostro. Poi intorno a me gli amici divennero infidi e le amanti rimasero amanti. Nel frattempo perdevo tutto. Tutto quello che non si può quantificare, intendo, perché i soldi non mi mancavano. Anzi, tutt’altro. Erano la ragione più importante per cui mentivo. Ho così preso la decisione di ricominciare con la verità. Fu impossibile però. La menzogna ti insegue, ti devasta, ti divora, persino ti possiede. Diventa il tuo volto. E’ come la pazzia, sai? Se fingi troppo a lungo di esser… Continua a leggere »
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Imbecilli e dintorni

 
I buonisti, a detta del popolo dei social e del Web in genere, sono essenzialmente coloro che ostentano sempre e in ogni circostanza posizioni antiomofobe, antirazziste, antispeciste, antimaschiliste, indirizzati perennemente al rispetto e al civismo. Del buonismo si sottolinea in tutti i dizionari, in modo più o meno esplicito, l’eccesso. Il punto fondamentale è interrogarsi su chi misura tale eccesso. Risposta: i cattivisti. Il tratto specifico di questi ultimi è la sovrabbondante intolleranza che tocca punte di fanatismo, tranne che non abbiano a cuore un argomento specifico che li coinvolge personalmente a tal punto da passare -soltanto in quel caso- alla sponda del buonismo. Ma i cattivisti vanno oltre. Espatriano in altri campi del sapere, migrando con la loro … Continua a leggere »
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Sulla bruttezza

 
Platone aveva posto la Bellezza tra le idee-valori, poiché «alla sola bellezza toccò il privilegio d’essere la più manifesta e la più amabile » (Fedro, 250 D14-16). Avrebbe però dovuto tenere in considerazione la Bruttezza. Non quella che lascia indifferenti, ma quella estrema che sconcerta. Anche la Bruttezza ha avuto in sorte il privilegio di essere la più manifesta e la più detestabile.
Il commercio vacuo di pensieri a buon mercato, il linguaggio ridotto a mezzo di trasporto, la saggezza sorretta da analfabetismo visivo ed edonismo innaturale, la volgarità del gusto, l’ignoranza che si bea di se stessa, la chiacchiera che si sostanzia in sentenze dall’italiano improbabile, la cafoneria come cifra della propria identità, l’anonimato della vigliaccheria, tutto questo… Continua a leggere »
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Lentezza/velocità

 
La lentezza è la terra che si smuove per far spazio al filo d’erba; è la tortora che all’alba zampetta sul viale silenzioso e deserto; è l’onda che si srotola tranquilla sulla battigia di sabbia dorata; è il bimbo che si rannicchia sul letto, addormentato; è il glicine che si sveglia col suo tempo; è la finestra che si apre a un paesaggio immenso; è la nonna che ti sveglia col latte caldo; è l’amico che ti ascolta con pazienza; è il tuo cane che ti guarda innamorato; è il figlio che si racconta apertamente; è la musica che invade la cucina assolata; è una birra col tuo amore, seduti sul letto; è il giorno che si avvicenda senza… Continua a leggere »
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Dedicarsi un sogno

 
Non trovare più motivi di gioia per alzarsi al mattino pare sia uno dei campanelli d’allarme di uno stato di malessere psicologico. Ma il peggiore è un altro: non avere più un sogno da visualizzare quando ci si va a coricare la sera. Che sia un amore o un successo professionale o semplicemente un traguardo desiderato, avere un sogno su cui concentrarsi quando si va a letto è fondamentale. Ed è lo stesso che poi ci spinge a svegliarci al mattino. Se dunque ritenete di non avere più un vostro sogno, costruitevelo. E fatelo in fretta. Nulla è più bello di dedicarsi un sogno.
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