Imbecilli e dintorni

 
I buonisti, a detta del popolo dei social e del Web in genere, sono essenzialmente coloro che ostentano sempre e in ogni circostanza posizioni antiomofobe, antirazziste, antispeciste, antimaschiliste, indirizzati perennemente al rispetto e al civismo. Del buonismo si sottolinea in tutti i dizionari, in modo più o meno esplicito, l’eccesso. Il punto fondamentale è interrogarsi su chi misura tale eccesso. Risposta: i cattivisti. Il tratto specifico di questi ultimi è la sovrabbondante intolleranza che tocca punte di fanatismo, tranne che non abbiano a cuore un argomento specifico che li coinvolge personalmente a tal punto da passare -soltanto in quel caso- alla sponda del buonismo. Ma i cattivisti vanno oltre. Espatriano in altri campi del sapere, migrando con la loro … Continua a leggere »
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Sulla bruttezza

 
Platone aveva posto la Bellezza tra le idee-valori, poiché «alla sola bellezza toccò il privilegio d’essere la più manifesta e la più amabile » (Fedro, 250 D14-16). Avrebbe però dovuto tenere in considerazione la Bruttezza. Non quella che lascia indifferenti, ma quella estrema che sconcerta. Anche la Bruttezza ha avuto in sorte il privilegio di essere la più manifesta e la più detestabile.
Il commercio vacuo di pensieri a buon mercato, il linguaggio ridotto a mezzo di trasporto, la saggezza sorretta da analfabetismo visivo ed edonismo innaturale, la volgarità del gusto, l’ignoranza che si bea di se stessa, la chiacchiera che si sostanzia in sentenze dall’italiano improbabile, la cafoneria come cifra della propria identità, l’anonimato della vigliaccheria, tutto questo… Continua a leggere »
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Ti lascio di nuovo

 
In tutti noi esiste un fondo di pura irrazionalità. Ed è talmente intimo che non ne condividiamo il contenuto neanche con la persona che più ci è amica, quella insomma a cui possiamo confidare ogni cosa. Eppure appartiene a tutti.
Facciamo qualche esempio.
A chi non è mai venuto in mente, di fronte a un freno di emergenza -una semplice leva rossa- o a un martelletto, di quelli per infrangere il vetro del pulsante d’emergenza, di pensare di usarli pur senza alcuna effettiva emergenza? E non è forse vero che l’istinto è divenuto talmente forte che abbiamo dovuto girare lo sguardo altrove? O ci siamo messi a ridere di noi stessi per le follie che stavamo pensando? Oppure, a… Continua a leggere »
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Il gesto fotografico

 
È la bellezza, nella foto di Franco Carlisi (Untitled, 2006), a rapire chi vorrebbe destinare soltanto uno sguardo alla visione. Le sfumature di grigio, i contorni indefiniti, la luminosità del buio, la caravaggesca capacità di costruire la luce con i toni di nero evocano suggestioni che costringono ogni osservatore alla contemplazione. Sensualità, candore, fragilità, amore, tempo, si raccontano. Sembra di vedere attraverso l’obbiettivo. Gli angoli tendono al bianco. Emergono i dettagli: le caviglie sottili, l’incavo del ginocchio, la pelle vellutata, la geometria della posa sensuale, le curve delle gambe, il movimento dinamico ed elegante dei piedi. La nudità si fa eloquente, lascia l’interno architettonico in cui si origina, e parla di una storia più grande, non soltanto… Continua a leggere »
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Artemisia Gentileschi

 
Un catalogo senza dubbio ricco, come ricca è la mostra per la quale è nato. E non soltanto perché per la prima volta si trovano riunite ben cinquanta opere di Artemisia ma anche per le scoperte sia artistiche sia biografiche di rilevanza non indifferente. Quello che Roberto Contini –nella premessa assieme a Francesco Solinas- chiama Arthemisiana methodus è nei saggi e nella schedatura delle opere del catalogo finemente e scientificamente analizzato, tanto da consentire anche al più profano tra i lettori di Artemisia, a conclusione dello studio, di riuscire a vedere l’autenticità -l’aura- dei molti dipinti presentati. Sin dall’inizio Mina Gregori dà un indirizzo di lettura che fa vacillare l’idea che sopraggiunge immediata quando ci si avvicina per la… Continua a leggere »
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Alla faccia vostra!

 
Pascal tuonava contro il divertimento. Lo considerava una delle vie umane per evitare di pensare alla nostra naturale condizione esistenziale segnata dall’incostanza, dalla noia, dall’inquietudine. Il suo stesso etimo devertere significa deviare, distogliere. Insomma, il divertimento, per Pascal, ci allontana da noi stessi e da un’autentica riflessione interiore.
Stiamo calmi, non è sempre così, per fortuna. Ma il linguaggio non mente e scava nel silenzio della coscienza disvelando a noi e agli altri il nostro fallimentare tentativo di sospendere la ricerca di senso, distraendoci.
Talune commedie brillanti hanno questo scopo: donare allo spettatore un momento di evanescente leggerezza che possa per qualche ora fargli credere di aver dato un significato – altro – alla propria vita.… Continua a leggere »
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Melancholia

 
Melancholia è un film del 2011, scritto e diretto da Lars Von Trier. Interpretato da una magnifica Kirsten Dunst (Justine) e un’efficace Charlotte Gainsbourg (Claire).
È il giorno del matrimonio di Justine. Lei ha tutto: bellezza, giovinezza, amore, ricchezza. Ha anche una sorella che si prende cura di lei. Ha però una madre anaffettiva ed egoista e un padre infantile e inaffidabile. Justine ha anche melancholia, una depressione profonda che le fa sentire ogni cosa, come se in lei fosse connaturata una lente di ingrandimento che le mostra la misura di tutto e la miseria del mondo della vita. Non riesce a immergersi nel divertimento, Justine è sempre ripiegata in se stessa, ma sempre aperta alla terra, in… Continua a leggere »
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