Il gesto fotografico

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È la bellezza, nella foto di Franco Carlisi (Untitled, 2006), a rapire chi vorrebbe destinare soltanto uno sguardo alla visione. Le sfumature di grigio, i contorni indefiniti, la luminosità del buio, la caravaggesca capacità di costruire la luce con i toni di nero evocano suggestioni che costringono ogni osservatore alla contemplazione. Sensualità, candore, fragilità, amore, tempo, si raccontano. Sembra di vedere attraverso l’obbiettivo. Gli angoli tendono al bianco. Emergono i dettagli: le caviglie sottili, l’incavo del ginocchio, la pelle vellutata, la geometria della posa sensuale, le curve delle gambe, il movimento dinamico ed elegante dei piedi. La nudità si fa eloquente, lascia l’interno architettonico in cui si origina, e parla di una storia più grande, non soltanto… Continua a leggere »
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Contro il controllo totale

 
Nella società dello spettacolo in cui viviamo si fa un uso manipolatorio dell’immagine  attraverso armi persuasive di distrazione di massa. Il livello denotativo (quello manifesto, insomma) dell’immagine veicola perlopiù una bellezza contraffatta che è quella che balza agli occhi e ci distrae. Ma è il livello connotativo (il messaggio nascosto e veicolato) dell’immagine il vero scandalo nascosto: i canali di produzione – siano essi politici o aziendali – intridono l’immagine di significati vantaggiosi per i loro scopi, profittando della distrazione generata dal livello denotativo, per renderci passivi osservatori della realtà. Ci lasciamo soggiogare da questa dittatura visiva senza opporre il benché minimo rifiuto critico. Siamo anestetizzati, dopati allo scopo di controllare le nostre prestazioni visive e giungere così all’obiettivo… Continua a leggere »
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Melancholia

Melancholia
 
Melancholia è un film del 2011, scritto e diretto da Lars Von Trier. Interpretato da una magnifica Kirsten Dunst (Justine) e un’efficace Charlotte Gainsbourg (Claire).
È il giorno del matrimonio di Justine. Lei ha tutto: bellezza, giovinezza, amore, ricchezza. Ha anche una sorella che si prende cura di lei. Ha però una madre anaffettiva ed egoista e un padre infantile e inaffidabile. Justine ha anche melancholia, una depressione profonda che le fa sentire ogni cosa, come se in lei fosse connaturata una lente di ingrandimento che le mostra la misura di tutto e la miseria del mondo della vita. Non riesce a immergersi nel divertimento, Justine è sempre ripiegata in se stessa, ma sempre aperta alla terra, in… Continua a leggere »
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Il docente ovaiolo

 
In previsione del concorso a cattedra avevo pensato di far domanda in qualità di commissario d’esame. Mi sono così accertata di essere in possesso dei requisiti e di poter concorrere alla selezione con qualche vantaggio. Si prediligono coloro che possiedono un dottorato di ricerca, specializzazioni, master, abilitazioni, etc. Bene, ho tutto, mi son detta. Poi il lampo. Quanto sarà il compenso?
Ogni commissione dovrà valutare un massimo di 500 docenti, correggerne i compiti, interrogarli e nessuno sarà esonerato dal servizio. Per non parlare dell’aspetto burocratico: riunioni fiume, verbali, giudizi, vigilanza. Per di più, se per gli Esami di Stato trascorriamo l’intera giornata a scuola, a volte fino a sera, figuriamoci che cosa vorrà dire valutare 500 docenti. E… Continua a leggere »
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L’infame impresa

Hanno avvelenato dei cani nella Valle dei Templi, pare con del veleno per lumache spalmato su carne cruda. E così mentre Bernini è ospite ad Agrigento, alla Bellezza risponde la Bruttezza che ha sempre potere e ha sempre il suo sciame di ammiratori perché è figlia dell’ignoranza, non quella libresca – o almeno non solo - ma quella della miseria emotiva; che è persino difesa da argomentazioni che altrove fanno scandalo: “E come ci dobbiamo difendere dal randagismo?”.
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Il ghigno e la rabbia

 
L’essere umano sa a che cosa porta la rabbia: odio, insofferenza, risentimento, rancore, disprezzo. A provocarla è sempre la stessa bassezza spietatamente crudele: il ghigno della menzogna. Ci sono figuri che credono di poter mentire spudoratamente e rimanere impuniti; di poter prendere in giro la storia e scaricare su altri la loro ignominia. Hanno eliminato la stepchild adoption, hanno eliminato l’obbligo di fedeltà, hanno impedito il voto in Parlamento e hanno mistificato la posizione dei loro deputati sostenendo che era necessario concedere qualcosa ad Alfano: no, l’hanno concessa ai cattodem del loro gruppo. Il PD e il loro capocomico in testa volevano questa Cirinnà illanguidita sin dall’inizio, altrimenti si sarebbe notata con troppa evidenza la spaccatura interna al partito.… Continua a leggere »
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Il costruttore della verità

 
«Vivevo nella menzogna continua. Ormai c’ero dentro e nulla potevo fare per sfuggirvi. Mentivo a chiunque con uno scopo preciso: io ero sempre vittima, sempre il più buono, sempre il migliore. L’altro, chiunque egli fosse, era il mostro. Poi intorno a me gli amici divennero infidi e le amanti rimasero amanti. Nel frattempo perdevo tutto. Tutto quello che non si può quantificare, intendo, perché i soldi non mi mancavano. Anzi, tutt’altro. Erano la ragione più importante per cui mentivo. Ho così preso la decisione di ricominciare con la verità. Fu impossibile però. La menzogna ti insegue, ti devasta, ti divora, persino ti possiede. Diventa il tuo volto. E’ come la pazzia, sai? Se fingi troppo a lungo di esser… Continua a leggere »
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Imbecilli e dintorni

 
I buonisti, a detta del popolo dei social e del Web in genere, sono essenzialmente coloro che ostentano sempre e in ogni circostanza posizioni antiomofobe, antirazziste, antispeciste, antimaschiliste, indirizzati perennemente al rispetto e al civismo. Del buonismo si sottolinea in tutti i dizionari, in modo più o meno esplicito, l’eccesso. Il punto fondamentale è interrogarsi su chi misura tale eccesso. Risposta: i cattivisti. Il tratto specifico di questi ultimi è la sovrabbondante intolleranza che tocca punte di fanatismo, tranne che non abbiano a cuore un argomento specifico che li coinvolge personalmente a tal punto da passare -soltanto in quel caso- alla sponda del buonismo. Ma i cattivisti vanno oltre. Espatriano in altri campi del sapere, migrando con la loro … Continua a leggere »
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Sulla bruttezza

 
Platone aveva posto la Bellezza tra le idee-valori, poiché «alla sola bellezza toccò il privilegio d’essere la più manifesta e la più amabile » (Fedro, 250 D14-16). Avrebbe però dovuto tenere in considerazione la Bruttezza. Non quella che lascia indifferenti, ma quella estrema che sconcerta. Anche la Bruttezza ha avuto in sorte il privilegio di essere la più manifesta e la più detestabile.
Il commercio vacuo di pensieri a buon mercato, il linguaggio ridotto a mezzo di trasporto, la saggezza sorretta da analfabetismo visivo ed edonismo innaturale, la volgarità del gusto, l’ignoranza che si bea di se stessa, la chiacchiera che si sostanzia in sentenze dall’italiano improbabile, la cafoneria come cifra della propria identità, l’anonimato della vigliaccheria, tutto questo… Continua a leggere »
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Lentezza/velocità

 
La lentezza è la terra che si smuove per far spazio al filo d’erba; è la tortora che all’alba zampetta sul viale silenzioso e deserto; è l’onda che si srotola tranquilla sulla battigia di sabbia dorata; è il bimbo che si rannicchia sul letto, addormentato; è il glicine che si sveglia col suo tempo; è la finestra che si apre a un paesaggio immenso; è la nonna che ti sveglia col latte caldo; è l’amico che ti ascolta con pazienza; è il tuo cane che ti guarda innamorato; è il figlio che si racconta apertamente; è la musica che invade la cucina assolata; è una birra col tuo amore, seduti sul letto; è il giorno che si avvicenda senza… Continua a leggere »
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Dedicarsi un sogno

 
Non trovare più motivi di gioia per alzarsi al mattino pare sia uno dei campanelli d’allarme di uno stato di malessere psicologico. Ma il peggiore è un altro: non avere più un sogno da visualizzare quando ci si va a coricare la sera. Che sia un amore o un successo professionale o semplicemente un traguardo desiderato, avere un sogno su cui concentrarsi quando si va a letto è fondamentale. Ed è lo stesso che poi ci spinge a svegliarci al mattino. Se dunque ritenete di non avere più un vostro sogno, costruitevelo. E fatelo in fretta. Nulla è più bello di dedicarsi un sogno.
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